Carabiniere ferito a Terni, l’aggressore resta in carcere

La difesa aveva chiesto per l'uomo una misura meno afflittiva, puntando sulla sua incapacità di intendere e di volere

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Il luogo della sparatoria (foto Ansa)

TERNI – È stata convalidato dal gip di Terni l’arresto del trentatreenne di origine dominicana accusato di avere ferito con due colpi di pistola (di uno degli altri agenti intervenuti), venerdì scorso, un carabiniere del Nucleo operativo radiomobile di Terni nel corso di una colluttazione seguita a un controllo. La decisione è stata presa nell’udienza di convalida nella quale l’uomo, difeso dall’avvocato Gianluca Muzi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Presente anche il sostituto procuratore Marco Stramaglia, che gli contesta le accuse di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il difensore aveva chiesto invece al giudice l’applicazione di una misura alternativa, “compatibile – spiega – con la stato di salute del giovane”. Istanza respinta dal giudice. L’uomo, secondo quanto riferisce il legale, nel 2015 era stato infatti ricoverato in una clinica per problemi psichiatrici, di cui soffrirebbe tutt’ora. “A mio parere – continua il difensore – ha una notevole diminuzione della capacità di intendere e volere, dunque non è imputabile. Ogni prossima scelta difensiva sarà funzionale a dimostrarlo”. Sempre a detta del legale, l’uomo, cittadino italiano, padre di tre figli e con un solo precedente per guida in stato alterazione psicofisica, “non avrebbe avuto alcun motivo per reagire in quel modo ad un normale controllo di routine”.