L’ora legale è stata introdotta in Italia nel 1966 e da allora è sempre stata usata in alternanza con l’ora solare. Il prossimo cambio orario avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, quando gli orologi verranno spostati avanti di un’ora.
Dal 2004 al 2023, l’Italia ha risparmiato circa 2,2 miliardi di euro e 11,7 miliardi di kWh di elettricità grazie all’ora legale. Nel 2024, gli italiani hanno risparmiato circa 90 milioni di euro durante i 7 mesi di ora legale, con un risparmio di 370 milioni di kWh di elettricità.
Le recenti decisioni
Nel 2018, il Parlamento europeo ha approvato l’abolizione dell’obbligo di passaggio tra ora legale e ora solare. Tuttavia, dal 2018 non c’è più l’obbligo di passare dall’ora legale a quella solare, e nel 2019 il Parlamento europeo ha espresso parere favorevole per mettere fine al cambio dell’ora a partire dal 2021.
Il tema dell’abolizione del cambio dell’ora è stato rilanciato anche dal presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, evidenziando l’interesse crescente per questa questione in Europa.
Il passaggio all’ora legale comporta la perdita di un’ora di sonno la notte dello spostamento. Nonostante i benefici economici e ambientali, come le 170.000 tonnellate di emissioni di CO2 evitate, il dibattito sull’ora legale continua.
Il ciclo dell’ora legale sarà ‘resettato’ nel 2030, tornando a spostare gli orologi il 31 marzo. Questo cambiamento rappresenta un ulteriore passo nella gestione del tempo e delle risorse energetiche in Italia.
Osservatori e funzionari si aspettano che il dibattito sull’abolizione del cambio dell’ora continui a essere un tema rilevante nei prossimi anni, con possibili sviluppi che potrebbero influenzare le decisioni future.