Boris Johnson ha recentemente preso la parola al Link Media Festival di Trieste, dove ha affrontato temi di rilevanza internazionale, in particolare la situazione in Iran e Gaza. Durante il suo intervento, ha descritto l’attacco degli Stati Uniti contro l’Iran come un “errore” e ha sottolineato che non si era previsto il possibile blocco dello Stretto di Hormuz.
Johnson ha criticato la mancanza di una strategia chiara nel conflitto attuale, paragonandola a quella delle prime due guerre del Golfo, dove c’era un allineamento tra gli Stati Uniti e il Regno Unito. Ha affermato: “La nostra posizione è stata invece: questa non è la nostra guerra, l’America è uno Stato canaglia, non vogliamo averci niente a che fare”.
Inoltre, l’ex primo ministro britannico ha espresso preoccupazione per la difesa in Europa e nel Regno Unito, dichiarando che entrambi non spendono abbastanza per la loro sicurezza. Ha anche descritto la situazione a Gaza come un “incubo”, evidenziando la necessità di un approccio più attivo da parte dell’Europa nei confronti della crisi.
Johnson ha definito il regime iraniano come un “regime spietato e omicida”, e ha paragonato il presidente russo Putin a Moriarty, il noto antagonista di Sherlock Holmes. Ha anche affermato che la fiducia in Netanyahu rappresenta un elemento protettivo per Israele.
In un’altra parte del suo discorso, Johnson ha espresso il desiderio di incontrare la premier italiana Meloni, ma ha evitato di commentare le sue azioni politiche.
Le sue dichiarazioni hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che concordano sulla necessità di una strategia più chiara e altri che criticano il suo approccio. Gli osservatori si chiedono quali saranno i prossimi passi dell’Europa in risposta a queste sfide globali.