Bilancio positivo a Terni per Umbria Jazz Spring#2

Un cartellone di qualità, che ha fatto registrare un risultato incoraggiante di pubblico, che può e deve essere ulteriormente migliorato, soprattutto in termini di spettatori paganti

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I Funk Off alla Cascata delle Marmore, uno dei momenti più apprezzati di Umbria Jazz Spring#2

TERNI- Umbria Jazz Spring#2, ha chiuso i battenti il Lunedì dell’Angelo a Terni dopo cinque giorni dal 18 al 22 aprile dedicati ad una proposta di assoluta qualità.

Una seconda edizione della versione primaverile dell’omonimo festival, che ha ottenuto, quindi, un chiaro successo dal punto di vista musicale. Umbria Jazz Spring#2, ha infatti ospitato artisti legati a vario titolo alla Black Music, genere che ha fatto da filo conduttore dell’intero cartellone, composto quasi esclusivamente da concerti gratuiti. Precisa, in questo senso, la volontà della Fondazione Umbria Jazz, di concerto con le Istituzioni, di rendere il più accessibile possibile il festival. Un risultato incoraggiante di presenze, che può essere migliorato soprattutto in termini di spettatori paganti. Ma il dato molto positivo di pubblico e di ambiente ottenuto con i club e con i Cori gospel segnala le potenzialità di Umbria Jazz Spring e dà un segnale significativo alla città di Terni.

Molto apprezzati musicalmente sono stati Roosevelt Collier, il Jimi Hendrix della pedal steel guitar, Thornetta Davis, da Detroit, che della Motor City è considerata l’indiscussa regina del blues, i New Orleans Mystics, Angela Mosley, e ovviamente il gospel, con il Virginia State Gospel Choir, che ha creato un’atmosfera unica al Santuario di San Francesco.

Importante anche la presenza di musicisti italiani, che da anni interpretano questo genere con classe e originalità: Flavio Boltro, i Quintorigo, i Licaones, Amedeo Ariano in trio e nel progetto Triplets, e Massimo Moriconi, in Modalità trio e Duet, Successo anche Anat Cohen, clarinettista dalla grandissima cultura musicale con un ensemble particolarissimo di dieci elementi e Dena De Rose, che si iscrive nella gloriosa tradizione delle pianiste-cantanti che hanno avuto un ruolo importante nella storia del jazz. I Funk Off, infine, hanno, come sempre, creato un clima di festa per le strade della città, con il pubblico che ha particolarmente apprezzato le straordinarie incursioni alla Cascata delle Marmore in uno scenario naturale unico. In sostanza, Umbria Jazz Spring#2 ha dimostrato di avere grandi potenzialità ed ha fornito in questa edizione gli elementi su cui lavorare. Un lavoro di aggiustamento, insomma, che deve essere condotto in sintonia con tutte le componenti cittadine in modo che Terni si appropri sempre più di Umbria Jazz Spring e ne faccia una grande opportunità culturale e di attrazione turistica.

 

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