Ast, l’ad Burelli conferma il piano industriale voluto dall’azienda

Prevede la riduzione di 68 unità e 57 milioni di investimenti per l'acciaieria di Terni

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l Mise, oltre ai chiarimenti sul futuro dell'acciaieria, è attesa anche l'ufficializzazione dei dati economici dell'azienda, che dovrebbero aver registrato il consolidamento dell'utile registrato nell'anno fiscale 2015-2016, dopo otto anni di passivo.
L'impianto Ast

TERNI – Confermato dall’amministratore delegato dell’Ast di Terni, Massimiliano Burelli, il piano industriale dell’ acciaieria per il prossimo biennio, che prevede una riduzione del personale di circa 68 unità, portando l’ organico a 2.300, una produzione di circa 940 mila tonnellate di acciaio fuso e 57 milioni di investimenti. Le linee guida sono state illustrate nel corso dell’incontro che si è svolto mercoledì al ministero dello Sviluppo economico tra azienda, sindacati e istituzioni. Presenti il vice capo di gabinetto del ministero, Giorgio Sorial, le segreterie nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb, il sindaco Leonardo Latini e il deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi. Per conto della Regione Umbria c’era il dirigente Luigi Rossetti. In base a quanto riferisce una nota della stessa azienda, l’ad di Ast ha illustrato la “situazione difficile” del mercato europeo dell’ acciaio inox a causa degli effetti della guerra commerciale tra Usa e Cina e della conseguente “invasione di prodotti asiatici a basso costo”.

Discussione L’ azienda ha quindi proposto alle organizzazioni sindacali la discussione di un piano industriale ponte per gli esercizi fiscali 2018-‘ 19 e 2019-‘ 20, che tiene in considerazione le “nuove e difficili condizioni del mercato”. L’ ad ha anche richiesto al Governo il mantenimento degli incentivi per l’ approvvigionamento energetico e un piano più ampio e articolato di sostegno per il settore siderurgico, alla luce della situazione dei mercati. “Il Governo – riferisce l’Ast – ha affermato l’impegno di mettere a disposizione le risorse tecniche ed economiche disponibili per sostenere e sviuppare il settore strategico della produzione di acciaio inox”. I sindacati e le rsu, hanno ribadito la “non condivisione” del progetto aziendale sulle linee guida illustrate, e chiesto formalmente un incontro entro la prima decade di marzo “con la presentazione – scrivono – di un piano cartaceo sul quale gettare le basi per un ragionamento futuro”.