Ast, firmata la joint venture tra Thyssen e Tata: incerto il futuro del sito ternano

A novembre, il ceo di Tk Heinrich Hiesinger aveva annunciato che la stessa acciaieria è l'unico asset del gruppo attualmente in vendita, non essendo più strategico per la multinazionale

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L'ingresso di Ast

TERNI – È ufficiale la nascita del nuovo colosso dell’acciaio: venerdì la firma dell’accordo tra la tedesca ThyssenKrupp (proprietaria dell’Ast di Terni) e l’indiana Tata Steel. Firma che darà vita al secondo gruppo europeo del settore dopo Arcelor Mittal.

I numeri La neonata società (con entrambe le compagnie al 50%) avrà sede in Olanda, si chiamerà Thyssenkrupp Tata Steel, avrà 48mila dipendenti e un fatturato annuo di 17 miliardi di euro. L’accordo finale è stato raggiunto dopo mesi di trattative, mentre la pre-intesa era stata annunciata nel settembre 2017. Secondo il numero uno di Tk, Heinrich Hiesinger “la joint-venture è l’unica soluzione capace di creare un valore aggiunto di 5 miliardi euro per entrambe le società, grazie alle sinergie che faremo”.

E Terni? La vicenda continua a creare ansia tra i lavoratori e i sindacati dell’acciaieria di Terni, anche se al momento, non sembra che vi saranno ricadute negative significative sulla città umbra. Intanto in città si attendono comunicazioni ufficiali dalla Germania dopo l’annuncio della firma e nessun commento viene rilasciato in merito dall’Ast. Lo scorso autunno il ThyssenKrupp Regional Office italiano del gruppo aveva reso noto che l’Ast, così come le altre attività dell’area Material Services di ThyssenKrupp, non è interessata alla joint venture. A novembre, il ceo di Tk Heinrich Hiesinger aveva poi annunciato che la stessa acciaieria – che nell’ultimo esercizio ha chiuso con un utile di 87 milioni di euro – è l’unico asset del gruppo attualmente in vendita, non essendo più strategico per la multinazionale.

Sindacati Una richiesta di confronto alle istituzioni regionali e locali “per condividere in modo più esaustivo le preoccupazioni e riattivare velocemente il tavolo governativo”: è quanto annunciano le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl di Terni, dopo la conclusione delle trattative tra ThyssenKrupp, proprietaria dell’Ast, e Tata Steel rispetto all’annunciata joint venture tra le due società. In una nota i sindacati si dicono preoccupati rispetto al futuro prossimo del sito ternano, sia per quanto riguarda l’indeterminatezza degli assetti societari che rispetto alle future strategie industriali.
“Consapevoli – spiegano – che Ast di Terni non fa parte, al momento, della joint venture, ricordiamo che è ufficialmente in vendita da parte della ThyssenKrupp, la quale, in tempi non sospetti, ha ufficialmente dichiarato di voler uscire dalla produzione degli acciai speciali”.