Arresti sanità, respinte le dimissioni della Marini. E lei prende tempo e dice “no ai ricatti”. Poi torna sull’essere donna (VIDEO)

L’intervento della presidente dopo il pronunciamento dell’aula: “Comunicherò la mia decisione in tempi brevi”

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PERUGIA – L’ Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto le dimissioni della presidente della Regione Catiuscia Marini, Pd, presentate in seguito all’indagine sui concorsi all’ospedale di Perugia. Lo ha fatto approvando con 11 voti favorevoli e otto contrari sulla mozione della maggioranza che chiedeva a Marini a recedere dal suo atto. Spetterà ora a Marini, che ha preso la parola in aula, decidere se confermare o meno le dimissioni.

VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO DELLA MARINI

Onestà e tempi brevi Catiuscia Marini deciderà “in tempi brevi e nel rispetto dell” articolo 64″ dello Statuto della Regione Umbria se confermare o ritirare le dimissioni respinte oggi dall’Assemblea legislativa. Lo ha annunciato prendendo la parola in aula dopo il voto. “Ho agito sempre – ha sottolineato Marini – con onestà, in buona fede e nel rispetto della legge.
So che ho fatto errori politici e umani ma ho sempre rispettato la legge”. “Non lascio macerie – ha detto in uno dei passaggi del suo lungo intervento – né in materia di bilancio né sul sistema sanitario”.

Santi e Paradiso “Non si sta in Paradiso a dispetto dei santi…”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini prendendo la parola in Assemblea legislativa dopo il voto favorevole alla mozione della maggioranza che le chiedeva di ritirare le dimissioni. Che ora spetta a lei decidere se confermare o ritirare. Per Marini “ci sta che questa sia una legislatura a chiusura anticipata”. La presidente ha rivendicato la sua autonomia. Ha poi sottolineato che se si dovesse attenere al codice etico del Pd “dovrei attendere mesi di legislatura”.

No ricatti “Anche in una situazione così difficile e delicata un presidente di Regione non può essere sottoposto ad alcun tipo di ricatto”: lo ha sottolineato la presidente umbra Catiuscia Marini prendendo la parola in Assemblea legislativa dopo che sono state respinte le sue dimissioni. Che ora spetterà a lei confermare definitivamente o ritirare. Marini ha ricordato che l’ eventuale interruzione anticipata della legislatura è connessa “esclusivamente” alla sua decisione. “Avrei preferito non essere in questa condizione…” ha proseguito. Ha quindi ribadito che il presidente “non può essere sottoposto ad alcun tipo di ricatto. Né da parte della società – ha proseguito – né da forze politiche, né da parte della propria comunità politica di appartenenza. Il presidente di Regione deve avere tutta l’ autonomia e la serenità di fare una valutazione di natura esclusivamente politica. E non accetto il tentativo, fatto anche in quest’ aula, di pensare che semplicemente risolvendo il tema del presidente della Regione si risolve il tema politico che la vicenda giudiziaria ha posto”.

Donna è diverso “Mi sono interrogata su una sorta di accanimento terapeutico che viene esercitato quando il presidente di Regione è una donna e non viene esercitato con la
stessa forza e virulenza quando è un uomo”: così la governatrice umbra Catiuscia Marini nel corso del suo intervento dopo che l’ Assemblea legislativa ha respinto le sue dimissioni. “Me lo sono domandato…” ha aggiunto. “E’ un tema che consegno soprattutto – ha sottolineato Marini – alle donne che si vorranno candidare oltre a quelle che sono
già in quest’ aula. Non è esattamente la stessa cosa – ha detto Marini – e l’ho vissuta anche su di me”.

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