Arresti sanità, dopo il passo indietro parla Marini: “Serena, mi sono riappropriata della mia vita: dimissioni irrevocabili”

Primo giorno da ex presidente a Todi, tra libri e passeggiate

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Catiuscia Marini
PERUGIA –  “Mi sono riappropriata della mia vita quotidiana, sono ancora a casa, l’ho presa comoda”: il giorno dopo le dimissioni da presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini ha deciso di trascorrerlo, come racconta all’Ansa, nella sua casa di Todi. “Nel pomeriggio infilerò la tuta da ginnastica e andrò a camminare – aggiunge – poi farò un salto dal parrucchiere e prima di cena incontrerò delle persone. Infine credo che uscirò a mangiare con alcuni amici”. “Mi ritaglierò comunque anche il tempo per continuare la lettura del libro ‘Il figlio del secolo’ di Antonio Scurati”, dice ancora Marini, elencando le cose da fare da ormai ex governatrice. La notte, la prima dopo le dimissioni arrivate ieri sera per via dell’indagine sulla sanità umbra che la vede coinvolta, racconta di averla passata “serena”. “E’ la serenità – sottolinea – che mi viene dalla mia coscienza”.
Dimissioni “La decisione di dimettermi è presa e non tornerò indietro nemmeno se il Consiglio regionale dovesse invitarmi a un ripensamento attraverso un voto contrario alle dimissioni”, ha sottolineato Marini.  “Il Consiglio regionale – ha sottolineato Marini – sarà ovviamente libero di esprimersi come meglio ritiene opportuno fare, ma le mie dimissioni sono irrevocabili”.

Amarezza “Sono l’unica presidente di Regione donna del Pd, altri colleghi presidenti del mio stesso partito sono indagati, ma solo a me viene chiesto un gesto di responsabilità e questo mi provoca un po’ amarezza”.  “Fermo restando che nessuno mi ha chiesto direttamente di dimettermi e che la scelta è avvenuta in totale autonomia – spiega Marini – faccio fatica a comprendere perché il segretario (Nicola Zingaretti, ndr) a me che sono donna chiede di essere responsabile, mentre non lo fa con i presidenti uomini”. L’ex governatrice, aggiunge, inoltre, che l’idea di rassegnare le dimissioni l’aveva già maturata nella giornata di lunedì: “Chi guida le istituzioni – sottolinea – non può avere nessuna ombra e questo è un principio a cui ho sempre fatto fede e poi dovevo sottrarmi alla gogna mediatica a cui sono stata sottoposta, come se il fulcro di tutto fossi io e all’uso strumentale da parte della politica. Uso strumentale – dice ancora Marini – che considero grave”.