Arresti sanità, Calenda: “Cosa penso dell’Umbria? E’ una schifezza”

Così si è espresso il capolista Pd alle Europee per il nord est sull'inchiesta che ha portato ai 4 arresti tra cui Gianpiero Bocci e Luca Barberini

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L'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

PERUGIA – “Volete sapere cosa penso dell’Umbria? E’ una schifezza. Dobbiamo dire palesemente ”signori, è una schifezza” . Dopodiché siccome io cerco sempre di capire come si possono impedire le schifezze, c’è una serie di cose che si possono fare per cercare di evitare le schifezze”. Così il capolista Pd alle Europee nella circoscrizione nord-est, Carlo Calenda, sull’inchiesta sulla sanità in Umbria. Parlando durante un incontro elettorale a Trieste l” ex ministro allo Sviluppo economico ha osservato che “il potere ha questa componente e ogni volta questa componente va azzerata e bisogna ripartire”. In riferimento poi alla professionalità delle persone del Pd con cui ha lavorato al governo, ha concluso, “avercene di persone così”.

Arresti L’indagine ha portato agli arresti domiciliari lassessore regionale alla Sanità Luca Barberini, che ha già annunciato le sue dimissioni, il segretario umbro del Partito democratico, Gianpiero Bocci, con il partito già commissariato, il direttore generale dell” Azienda ospedaliera Emilio Duca e quello amministrativo Maurizio Valorosi. Indagata la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, anche lei del Pd come Barberini. Complessivamente l’ inchiesta coinvolge 35 persone. Si concentra su 11 concorsi per una trentina di assunzioni tra medici, infermieri e personale ausiliario, anche delle cosiddette categorie protette.

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