Anci e Ance insieme: “L’Umbria riparte con la semplificazione”

E' ciò che chiedono l'associazione dei comuni (Anci) e quella dei costruttori (Ance) dell'Umbria

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Un cantiere edile

PERUGIA – Semplificare le procedure per l’affidamento dei lavori, sia delle manutenzioni sia delle nuove opere. E’ cio’ che chiedono l’associazione dei comuni (Anci) e quella dei costruttori (Ance) dell’Umbria, che in conferenza stampa hanno illustrato i contenuti del documento congiunto firmato dalle due associazioni, contenente dieci proposte di riforma del codice degli appalti.

Proposte Proposte che, secondo le associazioni, se calate nella dimensione regionale, potrebbero contribuire a far ripartire l’ economia dell’Umbria dove – secondo i dati dell’ Ance, estrapolati da quelli nazionali contenuti nel documento – gli investimenti in lavori pubblici sono piu’ che mai bloccati. “L’ Umbria nel quadro nazionale si distingue per i pochi appalti – ha spiegato Walter Ceccarini, coordinatore regionale dell’ associazione – negli ultimi 15 anni la media degli investimenti e’ di 200 milioni l’ anno. Significa che investiamo in bandi per lavori pubblici meno dell’1% della nostra ricchezza. In 15 anni, con questo ritardo, perdiamo il 40% sui bandi”. Per andare verso un’inversione di tendenza, nel documento vengono chieste regole piu’ chiare e piu’ semplici, di facile comprensione ed applicazione, per creare le condizioni migliori per realizzare i lavori rapidamente e per combattere l’illegalita’ e la corruzione.

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