Ambiente, monsignor Giulietti: la chiesa sia in prima linea per la difesa del Creato (FOTO E VIDEO)

Il vescovo ausiliare di Perugia e neo arcivescovo di Lucca, l’ha detto stamani a Vicenza in un convegno organizzato nell’ambito del salone Koinè

0
139

VICENZA – Rispettare l’ambiente. Lo dice il Santo Padre, lo impone una coscienza civile se si vuole lasciare un mondo migliore e ancora vivo e non agonizzante. Un tema quanto mai attuale e sentito, di cui, forse, non se ne parla mai abbastanza. Ma stamani lo si è fatto, in maniera diffusa e appassionata, con esempi concreti di come si può aiutare il pianeta adessere un luogo migliore.  “La chiesa deve essere in prima linea nella salvaguardia del Creato, seguendo così Papa Francesco e la sua enciclica Laudato Si’ dedicata alla custodia della casa comune”, ha detto monsignor Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e fresco di nomina arcivescovile alla diocesi di Lucca, nel corso del convegno “Pellegrinaggio individuale e collettivo, luogo di custodia del Creato” che si è svolto, appunto questa mattina, lunedì 18 febbraio, nei padiglioni della fiera di Vicenza, nell’ambito della salone internazionale Koinè, la manifestazione per il settore religioso che racchiude edilizia di culto, arte sacra e artigianato per la liturgia di culto e devozione. “Siamo in un momento in cui tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente e l’umanità che abita questo ambiente, devono impegnarsi per custodirlo secondo l’impostazione che ci dà la Genesi”, ha aggiunto il vescovo. “In questo appuntamento – ha detto ancora mons. Giulietti – abbiamo parlato in particolare come sia possibile per la comunità cristiana realizzare concretamente queste indicazioni”.  “Ci sono due momenti significativi in tal senso – ha continuato il presule – L’evento del 2007 a Loreto, con 500 mila giovani, in cui c’era stata una progettazione attenta in modo che l’impatto ambientale di quel grande raduno fosse ridotto al minimo e un progetto di sostenibilità più recente realizzato dal sacro convento di Assisi, chiamato ‘Fra Sole’, che implica tutta una serie di accorgimenti per cui questa grande realtà, in cui ogni anno confluiscono milioni di pellegrini, abbia un basso impatto ambientale”. Nel corso del convegno il progetto di Assisi è stato illustrato nelle sue parti essenziali, ricordando come la riuscita del progetto stesso dipenda molto dalla “consapevolezza e la collaborazione di ciascuno dei frati chiamati a esserne operatori e ambasciatori”, come ha detto Giuseppe Lanzi, ad di Sisifo e coordinatore del progetto “Fra Sole”. Monsignor Giulietti, in conclusione, ha sottolineato anche come nella difesa del Creato non si debbano scegliere soluzioni “convenienti”, nel “medio lungo periodo occorre investire seriamente risorse importanti”.