Allarme Cgil: “L’Umbria resta dentro la crisi economica”

E' quanto emerge dai dati relativi alla prima parte del 2019, secondo quanto sottolinea il presidente Ires-Cgil

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L'operaio di una azienda metalmeccanica

PERUGIA – E apriamo questa edizione con la pagina economica. Aumento della disoccupazione, rallentamento delle esportazioni e calo delle immatricolazioni auto: sono i tre elementi che illustrano, per l’Umbria, “un quadro pesantemente negativo, non più definibile solamente come crisi, ma che rientra più precisamente nelle categorie della stagnazione e della recessione”. E’ quanto emerge dai dati relativi alla prima parte del 2019, secondo quanto sottolinea il presidente Ires-Cgil, l’Istituto ricerche economiche e sociali, Mario Bravi. I dati Istat – osserva Bravi – ci dicono che in Umbria nel primo trimestre 2019 la disoccupazione tocca quota 10.4%. Era del 9,2% nel 2018. Inoltre, i dati sulla qualità del lavoro confermano lo scivolamento verso un lavoro sempre più povero e precario. Oltre a ciò, è da sottolineare la drammaticità del dato relativo alla disoccupazione giovanile che passa in Umbria dal 30,8 % del 2017 al 31,1% del 2018.

 

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