Allerta al Palazzo di Giustizia di Milano
Una telefonata anonima ha segnalato la presenza di una bomba nel Palazzo di Giustizia di Milano, scatenando un intervento immediato delle autorità. L’allerta è durata circa sette ore, durante le quali sono state effettuate verifiche approfondite.
Il procuratore Marcello Viola ha disposto l’evacuazione del palazzo, che ospita sette piani di attività giudiziaria. Durante l’operazione, sono state chiuse alcune vie limitrofe per garantire la sicurezza dei cittadini.
Le telefonate, arrivate al numero di emergenza 112, sono state localizzate nella zona Niguarda di Milano. Due delle telefonate ricevute erano mute, il che ha sollevato ulteriori interrogativi sulle intenzioni dell’autore o degli autori della segnalazione.
Le operazioni di bonifica sono state condotte da polizia e vigili del fuoco, che hanno ispezionato anche i sotterranei del Palazzo. Nonostante l’intensità dell’allerta, non è stato trovato alcun oggetto sospetto.
Tre persone sono state liberate dalla Procura a causa dello svuotamento del Palazzo, mentre l’attività del Palazzo è rimasta paralizzata per tutta la durata delle operazioni. “Voglio evitare che ci siano molti morti”, ha affermato una voce maschile durante la telefonata.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Questo tipo di segnalazioni non è raro, ma è la prima volta che si decide di svuotare completamente il Palazzo in risposta a un allarme simile.
Dettagli rimangono non confermati, in particolare se le telefonate siano state effettuate da una o più persone. Inoltre, non ci sono rivendicazioni legate alla telefonata, lasciando le autorità a indagare sulle origini di questo allarme bomba.