Addio a Piero Terracina, l’Umbria ricorda un testimone della Shoah

Sopravvissuto ad Auschwitz, solo pochi giorni fa aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Deruta, dopo che nel 2017 aveva ricevuto anche quella di Perugia

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Piero Terracina, secondo da destra, vicino a Sami Modiano in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Deruta

PERUGIA – È morto a Roma a 91 anni Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz. Quando aveva solo 15 anni Piero Terracina, nella Capitale, fu prima portato a Regina Coeli con la famiglia, nel giorno della Pasqua ebraica del 1944, poi nel campo di Fossoli, vicino a Modena, e infine in quello di Auschwitz. Solo pochi giorni fa, era il 18 novembre, Piero Terracina aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Deruta insieme a Sami Modiano, altro sopravvissuto all’olocausto.

Il ricordo di Perugia Il sindaco Andrea Romizi e l’assessore Leonardo Varasano, a nome dell’Amministrazione Comunale e della città di Perugia tutta, esprimono vivo e profondo cordoglio per la scomparsa di Piero Terracina, uno degli ultimi sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Nato a Roma il 12 novembre 1928, Terracina venne deportato, insieme ai componenti della sua famiglia, nell’aprile del 1944. Venne liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche, unico superstite della propria famiglia. Dopo la liberazione, Terracina ha dedicato gran parte della sua vita alla testimonianza, incontrando i giovani di tutta Italia, Perugia compresa. Proprio per questa sua attività, la città di Perugia ha voluto premiarlo con il Baiocco d’argento nel 2014 e gli ha attribuito poi la cittadinanza onoraria nel 2017 con le seguenti motivazioni: “per l’elevato valore morale ed umano che la sua biografia esprime e per la profonda rilevanza che riveste la sua esperienza di vita. Sopravvissuto all’Olocausto, più volte ospite nella nostra città in occasione del Giorno della memoria, ha creato e rafforzato nel tempo un legame con Perugia ed i suoi cittadini, attraverso la propria presenza alle cerimonie commemorative ufficiali e la testimonianza diretta che ha sempre voluto portare, soprattutto alle nuove generazioni per far comprendere loro l’importanza del rispetto della vita e della differenza, siano esse razziali, etniche, religiose o sociali”. “Piero Terracina – sottolineano commossi il sindaco Romizi e l’assessore Varasano – portava i segni dell’atrocità dell’uomo impressi nel cuore, negli occhi e nel braccio. Il suo racconto di sopravvissuto, le sue lacrime sferzavano l’animo e la mente. Era un testimone dell’orrore. Ma era anche un amico e un cittadino onorario della città di Perugia. Ora il suo testimone passa a tutti noi, che lo abbiamo conosciuto e ne abbiamo udito le parole sanguinanti”.

Verini “La commozione e l’emozione generale che il Paese prova davanti alla scomparsa di Piero Terracina sono enormi. Piero é stato un simbolo di testimonianza contro l’orrore della Shoah, contro l’antisemitismo, il razzismo, l’odio verso i diversi. Con altri testimoni della Shoah è riuscito con grande coraggio negli anni ad accompagnare migliaia di giovani nei luoghi della Memoria, contribuendo a rafforzare i valori comuni che stanno alla base della civiltà democratica. Terracina era molto legato anche all’Umbria. Più volte aveva partecipato ad assemblee, incontri nelle scuole, aveva ricevuto cittadinanze onorarie come una decina di giorni fa a Deruta. Mi parlava della nostra regione come di una bella terra di pace, a cui si sentiva particolarmente vicino”.