Acque minerali d’Italia, situazione delicata per i siti Umbri

A San Gemini e Acquasparta lavoratori preoccupati per le prospettive future della società e del sito produttivo

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Lo stabilento della San Gemini

TERNI – “Gli stabilimenti di San Gemini ed Acquasparta, come quelli dell’intero gruppo Acque minerali d’Italia, nato nel 2018, vivono una situazione delicata”: a denunciarlo sono le rsu del gruppo Sangemini, insieme alle segreterie generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, a seguito del coordinamento dei delegati dei due siti. L’incontro è servito a fare una valutazione sull’andamento degli stessi siti produttivi umbri, analizzando – spiegano le tre sigle – “la situazione in cui sono chiamati a lavorare ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori”. Fai, Flai e Uila ricordano che “ad oggi sono aperte delle trattative che tutti auspichiamo – continua la nota sindacale -, possano concludersi nel più breve tempo possibile ed in maniera positiva per la totalità dei lavoratori del gruppo”.

Onorevole Nevi “Sto seguendo l’evolversi della situazione del gruppo Acque Minerali d’Italia del quale fanno parte anche i siti produttivi di San Gemini e di Acquasparta. Parliamo di realtà importanti del nostro territorio, sul fronte economico e occupazionale, di cui già mi ero interessato in passato incontrando i rappresentanti sindacali”: lo dice il deputato e capogruppo di Forza Italia della Commissione Agricoltura della Camera, Raffaele Nevi. Per il parlamentare “bene ha fatto il sindaco Luciano Clementella di San Gemini, nei giorni scorsi, a sollecitare la proprietà del gruppo ad un confronto istituzionale riguardante le prospettive future della società e del sito produttivo di San Gemini”.