A Todi si produce il vino per le messe come lo vuole Papa Francesco

Si chiama "Berit" ed è prodotto dall'istituto agrario Ciuffelli e dall'Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Orvieto e Todi

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Berit, il vino per le messe prodotto a Todi

TODI – Si chiama Berit ed è il vino “in purezza” usato per celebrare le sante messe, in diverse diocesi dell’Umbria e alcune nel resto d’ Italia, che si richiama all’indicazione di Papa Francesco: viene prodotto a Todi dall’Istituto agrario “Ciuffelli” in collaborazione con l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della locale diocesi. L’obiettivo, come è stato spiegato all’Ansa dal preside Marcello Rinaldi, dal professore Carlo Sgromo e da Gilberto Santucci, responsabile dell’ azienda agraria che fa capo alla scuola, è di diffonderlo in tutte le chiese umbre e magari italiane. Ma anche di “portarlo sulla tavola del Santo Padre”, come confida don Andrea Rossi, presidente dell’ Istituto diocesano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’idea di dare vita a questo Grechetto naturale, un “bianco” che raggiunge i 14 gradi e venduto in piccole bottiglie da 3,75 centilitri, nasce proprio a seguito di un “invito” che il Pontefice fece ai sacerdoti qualche anno fa e cioè di consumare vino il più naturale possibile e quindi non trattato con fitofarmaci o altre sostanze chimiche, “come per altro prevede da sempre il codice di diritto canonico”, rimarca don Andrea. “Il nostro vino da messa – dice Santucci, entrando nel dettaglio – viene realizzato con uve selezionate che provengono dai vigneti della diocesi Orvieto-Todi che si trovano in località Spagliagrano. Ne raccogliamo – aggiunge – circa 15 quintali, rigorosamente a mano, con la collaborazione anche degli studenti del Ciuffelli e dei rifugiati politici e richiedenti asilo che si trovano a Todi”. Il raccolto viene poi trasferito nella cantina dell’ Istituto agrario e qui entra in scena il laboratorio di chimica guidato da Sgromo che, insieme agli studenti, dà vita alla vinificazione. “Ma al tempo stesso – sottolinea il docente – si porta avanti anche un programma didattico che in questo caso risulta essere molto interessante perché siamo chiamati a produrre un vino che deve seguire un preciso protocollo”. Il prodotto finale, prima di venire imbottigliato, deve superare le analisi tecniche dell’ Ufficio ecclesiastico e quindi avere la certificazione del vescovo. Le 2 mila bottigliette di Berit, che in ebraico significa “alleanza”, attualmente in commercio nel punto vendita del “Ciuffelli” e in eCommerce, sono le prime realizzate e sono il frutto della vendemmia 2017, dal 20 marzo sarà imbottigliata l’ annata 2018. “Questo vino nasce per celebrare le messe, ma abbiamo richieste anche da parte di ‘normali’ consumatori che amano scegliere prodotti il più possibile naturale” spiega il dirigente scolastico. “Per noi – aggiunge – è un motivo di vanto realizzare Berit perché è nella piena filosofia didattica che da sempre accompagna questo istituto che conta oltre 500 studenti”.

L’istituto agrario Ciuffelli di Todi