Autismo, a Marsciano la nuova sede del centro diurno “L’Aquilone”

Il Centro è nato in via sperimentale nel 2013 come laboratorio psicoeducativo per minori affetti da disturbo dello spettro autistico

0
56
Centro diurno Marsciano

MARSCIANO – E’ stata inaugurata oggi a Marsciano la nuova sede del Centro diurno “L’Aquilone” dedicato ai minori con disturbi dello spettro autistico. Erano presenti la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e il direttore generale della Usl Umbria 1, Andrea Casciari, e il sindaco di Marsciano, Alfio Todini. “L’attivazione di questo Centro socio-riabilitativo ed educativo semi residenziale – ha detto Casciari – è la dimostrazione che, quando le amministrazioni pubbliche collaborano tra loro e con il privato, riescono a creare una sinergia virtuosa in grado di fornire risposte efficaci ai bisogni della popolazione. Questi locali appartengono all’Ente morale per il sostentamento del clero che li ha affittati al Comune di Marsciano, che a sua volta li ha ceduti in comodato d’uso alla Usl Umbria 1. A noi come Azienda sanitaria è spettato il compito di provvedere all’iter autorizzativo presso la Regione e di affidare ad Auriga Cooperativa Sociale, la gestione del Centro”. “Il Centro è nato in via sperimentale nel 2013 come laboratorio psicoeducativo per minori affetti da disturbo dello spettro autistico – ha ricordato Maria Donata Giaimo, direttore del distretto della Media Valle del Tevere – a cui accedevano 16 piccoli pazienti di età compresa tra i 3 e gli 8 anni, mentre adesso sono 32 i minori di età compresa tra i 3 e i 15 anni. Il raddoppio di utenti, in questa fascia di età così particolare, ha costretto, poco dopo l’apertura del Centro, ad organizzare le attività svolte in piccoli gruppi o con un rapporto di 1:1, in due turni ogni pomeriggio, con difficoltà comprensibili sia per gli operatori che per gli utenti”.
“L’ampliamento del Centro – ha spiegato ancora, secondo quanto riferisce una nota della Usl – ci permette di dedicare quindi il piano terra esclusivamente ai bambini fino agli 8-9 anni, con spazi e arredi per loro progettati, con un’area
accoglienza, due stanze nelle quali verranno attivati gli interventi (cognitivo-comportamentale) sia individuali che di gruppo, la palestra per le attività di psicomotricità, la sala con cucina e il giardino esterno, mentre al nuovo piano
troveranno adeguata collocazione le attività riabilitativo-educative rivolte ai minori di età più grande”.

The following two tabs change content below.