A Gubbio ‘L’immenso affresco della grande assenza’

Un docufilm di Francesco De Melis, per la candidatura della Festa dei Ceri a Patrimonio Immateriale UNESCO. "Un cammino di consapevolezza culturale ed identitaria",commenta il sindaco Stirati

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Un'immagine del docufilm girato a Gubbio 'L'immenso affresco della grande assenza'

GUBBIO- Si sono concluse la scorsa domenica a Gubbio, le riprese de L’immenso affresco della grande assenza, il documentario che il regista Francesco De Melis, sta realizzando per conto dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Un racconto per immagini, sviluppato in collaborazione con Patrizia Nardi, responsabile dei Progetti UNESCO, che avrà come tema centrale il grande vuoto lasciato nello spazio urbano e nell’anima degli eugubini della assenza della Festa dei Ceri.

“La realizzazione di questo docufilm -commenta il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati- è solo l’ultima tappa di un cammino di consapevolezza culturale ed identitaria che la  nostra comunità ha intrapreso in questi ultimi anni. Un grande lavoro, è stato fatto, condiviso tra comunità e istituzioni, e ha prodotto il restauro dei Ceri, il centro di documentazione sulla Festa, il Museo dei Ceri e delle brocche, la mostra dei Ceri Mezzani  a Roma, la realizzazione di Prodigio in slow motion, nonché la nostra partecipazione a Milano alla mostra della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane, Con straordinario trasporto, sono tutte tappe di un percorso formidabile, che ci ha portato alla candidatura della Festa dei Ceri a Patrimonio Immateriale UNESCO. Le proiezioni sulla facciata del Palazzo dei Consoli, che nei giorni scorsi qualcuno ha potuto intravedere, saranno il nucleo centrale del racconto per immagini, che spero nel prossimo mese di agosto, nell’osservanza delle disposizioni sul distanziamento sociale che ci saranno fornite, sarà possibile presentare in anteprima”.

Il progetto de L’immenso affresco della grande assenza, nel suo complesso, che vuole rappresentare il tempo sospeso di un patrimonio culturale immateriale italiano particolarmente significativo e coinvolgente, si svilupperà nell’ambito di una prospettiva di divulgazione, promozione e valorizzazione delle nostre città in Italia e nel Mondo, che sarà curata dal Ministero per i Beni le Attività Culturali e il Turismo.

“Alla luce di quest’ultimo periodo, segnato dall’emergenza sanitaria da Corona Virus -conclude il Primo Cittadino di Gubbio- che ci ha portato a rinunciare alla Festa, ritengo sia essenziale curarne la tutela. Sarà questo il mio prossimo impegno come Sindaco verso la comunità eugubina: approfondire, studiare e condividere per essere ancora più consapevoli del tesoro di valori e riti che la storia ci ha consegnato nei secoli”.

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