La Georgia ha vissuto un momento di grande tristezza con la morte di Ilia II, catholicos-patriarca di tutta la Georgia, avvenuta all’età di 93 anni. Prima di questo tragico evento, Ilia II era considerato una figura centrale non solo per la Chiesa ortodossa georgiana, ma anche per la società georgiana nel suo complesso, avendo guidato la Chiesa dal 1977.
Ilia II è deceduto al Caucasus Medical Center di Tbilisi, dove era ricoverato in terapia intensiva a causa di una grave emorragia gastrica. La sua scomparsa segna la fine di un pontificato che ha coinciso con il ripristino dell’indipendenza della Georgia nel 1991 e ha visto circa l’83% della popolazione georgiana identificarsi con la Chiesa ortodossa georgiana.
Il Metropolita Shio Mujiri è stato nominato patriarca ad interim dopo la morte di Ilia II, mentre il patriarcato georgiano ha espresso “grande dolore” e “profondo cordoglio” per la sua scomparsa. La perdita di Ilia II è stata definita “una grande perdita per la Chiesa ortodossa in tutto il mondo” da Mujiri, che ha anche sottolineato come “attraverso di lui, attraverso il suo lavoro, Dio ha riportato la Georgia alla fede”.
Ilia II ha avuto incontri storici con figure di spicco come Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco, che hanno riconosciuto il suo ruolo fondamentale nel promuovere la pace e l’unità. Durante un incontro con Papa Giovanni Paolo II, il patriarca georgiano ha ricevuto parole di affetto, con il Papa che ha affermato: “Ci incontriamo come fratelli”.
La sua morte ha generato un’ondata di reazioni nel paese e all’estero, evidenziando l’importanza della sua figura non solo per la religione, ma anche per la cultura e l’identità georgiana. Il pontificato di Ilia II ha coinciso con le principali tappe storiche della Georgia, rendendolo un simbolo di resilienza e speranza per molti.
Ilia II ha scambiato il bacio della pace con Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Vaticano nel 1980, un momento che ha segnato un’importante connessione tra la Chiesa ortodossa georgiana e la Chiesa cattolica. La sua eredità vivrà nei cuori di coloro che lo hanno seguito e rispettato.
Dettagli rimangono non confermati riguardo alle future direzioni della Chiesa ortodossa georgiana sotto la guida del Metropolita Mujiri, ma è chiaro che la comunità sta affrontando un periodo di transizione significativo.