Come si è sviluppata
Il referendum costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati in Italia è stato annunciato nel 2022. Questo referendum, che si svolgerà il 22 e 23 marzo 2026, è incentrato sulla legge costituzionale nota come ‘legge Nordio’. Il quesito referendario chiede se approvare il testo della legge di revisione di alcuni articoli della Costituzione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025.
La legge Nordio prevede significative modifiche alla struttura e alle funzioni del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). Tra le principali novità, si prevede la creazione di tre nuovi organi: un Csm per i giudici, un Csm per i pubblici ministeri e una Corte disciplinare. Attualmente, il Csm è composto per due terzi da magistrati eletti dai magistrati e per un terzo da professori e avvocati eletti dal Parlamento.
Una delle modifiche più rilevanti introdotte dalla legge Nordio è il sorteggio tra circa 10.000 magistrati per la composizione del Csm, che sottrae al Csm la funzione disciplinare, trasferendola a una nuova Alta Corte Disciplinare. Questo cambiamento mira a riformare l’attuale sistema, in cui nel 2025 erano pendenti 3 milioni di cause civili e 1 milione di cause penali in Italia, evidenziando la necessità di un intervento per migliorare l’efficienza del sistema giudiziario.
Il referendum è di particolare importanza poiché non è previsto un quorum per la sua validità. Ciò significa che il voto sarà valido indipendentemente dal numero di partecipanti. Se prevale il SÌ, la Legge Nordio sarà approvata; se prevale il NO, sarà respinta. Questa situazione rende il voto di ogni cittadino particolarmente significativo.
Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici evidenziano le diverse posizioni riguardo alla riforma. Giusi Bartolozzi, Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, ha affermato: “Votate SÌ così ci togliamo di mezzo la magistratura”, mentre la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha dichiarato che la riforma rappresenta la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, sostenendo che non fermerà l’azione di Governo.
In contrasto, la Senatrice Giulia Bongiorno ha espresso preoccupazione riguardo all’efficacia della riforma, affermando: “Ma chi ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Un ignorante può pensare una cosa del genere”. Queste affermazioni riflettono le tensioni politiche e le diverse visioni sulla riforma della giustizia in Italia.
Con l’avvicinarsi delle date del referendum, il dibattito pubblico si intensificherà, e i cittadini saranno chiamati a esprimere la loro opinione su una questione cruciale per il futuro del sistema giudiziario italiano. Dettagli rimangono non confermati.