Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi hanno fondato tre anni fa l’associazione no-profit “C’è da Fare ETS” per supportare gli adolescenti con gravi disturbi psicologici e psichiatrici. L’associazione si concentra su giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni, un gruppo sempre più colpito da problemi di salute mentale.
Kessisoglu ha dichiarato che il sistema sanitario nazionale non è attualmente in grado di gestire l’aumento dei casi di problemi mentali tra i giovani. Negli ultimi anni, si è registrato un incremento generale dei tentativi di suicidio, dei comportamenti autolesionistici e dei disturbi alimentari, come evidenziato dallo stesso Kessisoglu.
“Abbiamo imparato che, purtroppo, i numeri sono sempre in crescita e abbiamo scoperto che il sistema sanitario nazionale, per come è organizzato attualmente, non può gestire questa criticità,” ha affermato Kessisoglu. La sua associazione adotta un approccio che include team di intervento multidisciplinari, cercando di affrontare le problematiche in modo olistico.
Kessisoglu ha anche sottolineato l’importanza di un approccio integrato, affermando: “Curare il ragazzo in difficoltà, senza coinvolgere la sua famiglia, è come pensare di dare un banale anti-infiammatorio per un male molto più complicato.” Questo approccio è fondamentale per affrontare le complesse dinamiche familiari e sociali che influenzano la salute mentale degli adolescenti.
Inoltre, Kessisoglu ha esortato le istituzioni a smettere di concentrarsi su dispute futili e a dedicarsi seriamente allo studio delle problematiche legate alla salute mentale giovanile: “Alle istituzioni, dico che il problema è complesso, radicato e molto vasto. Quindi, smettetela di litigare sui telefonini e mettetevi a studiare seriamente perché le cose da fare sono tantissime.”
Per raccogliere fondi per nuove iniziative, il 18 marzo si terrà una cena di beneficenza a Milano, un evento che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e a sostenere le attività dell’associazione.
Negli ultimi 4-5 anni, Kessisoglu ha notato un aumento significativo dei comportamenti autolesionistici tra i giovani, un fenomeno che richiede un’attenzione urgente e una risposta adeguata da parte delle istituzioni e della società.
La tendenza a considerare la salute mentale come una priorità è in crescita, ma resta da vedere se le misure necessarie verranno adottate in modo tempestivo ed efficace. Dettagli rimangono non confermati.