Cosa è successo
Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia di Stato, è stato arrestato il 23 febbraio con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Abderrahim Mansouri, avvenuta il 26 gennaio a Rogoredo. Secondo le indagini, Mansouri era disarmato al momento dell’incidente e non ha mai impugnato la pistola, che si è rivelata essere una replica.
Perché è importante
Il caso ha suscitato preoccupazioni riguardo alla condotta delle forze dell’ordine e alla gestione della violenza. Cinturrino, noto tra i colleghi con il soprannome di ‘Thor’ per il suo comportamento intimidatorio e per il fatto di portare un martello, ha cambiato la sua versione dei fatti, ammettendo di aver messo la pistola vicino a Mansouri per timore delle conseguenze. Le indagini hanno rivelato che non ci sono tracce genetiche della vittima sull’arma, mentre sono state trovate tracce biologiche di Cinturrino.
Cosa succederà ora
Le autorità stanno continuando le indagini per chiarire ulteriormente le circostanze dell’omicidio. Cinturrino è attualmente in custodia cautelare, con il rischio di fuga e di inquinamento delle prove come motivazioni principali per il suo arresto. Il caso solleva interrogativi sulla responsabilità e la trasparenza all’interno delle forze di polizia.