Che cosa è successo
Il caso del piccolo Domenico, tragicamente deceduto, ha portato a un’indagine approfondita riguardo all’uso del ghiaccio secco durante il trapianto di cuore. Secondo l’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia, la responsabilità non ricade sull’ospedale di Bolzano, ma sull’equipe medica di Napoli che ha gestito l’operazione. Petruzzi ha dichiarato che l’equipe è partita senza il corretto materiale per il trasporto dell’organo e senza ghiaccio secco, essenziale per la conservazione del cuore.
Perché è importante
Le indagini, condotte dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Trento, mirano a identificare chi ha fornito il ghiaccio secco e chi era presente in sala operatoria il giorno dell’espianto, il 23 dicembre 2025. Questa situazione solleva interrogativi sulla preparazione e le procedure seguite durante operazioni così delicate, evidenziando la necessità di responsabilità e trasparenza nel settore sanitario.
Cosa succederà dopo
Il Nas ha richiesto formalmente alla direzione dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige di fornire i nomi e i ruoli del personale coinvolto. Le indagini continueranno per chiarire le responsabilità e garantire che simili incidenti non si ripetano in futuro. Inoltre, è stata avviata una fondazione in memoria di Domenico, con l’obiettivo di trasformare il dolore in un’iniziativa di sensibilizzazione contro la malasanità.