Che cosa è successo
Nel mese di gennaio 2026, l’Istat ha riportato un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) dello +0,4% su base mensile e del +1,0% su base annua, confermando la stima preliminare. Questo rappresenta il livello più basso di inflazione dal novembre 2024, quando si registrava un +1,3%. La crescita dei prezzi è principalmente influenzata dall’aumento dei costi degli alimentari, dei servizi abitativi e dei tabacchi.
Perché è importante
Il calo dell’inflazione è significativo poiché indica un raffreddamento del carrello della spesa, con un tasso di crescita annuale dei prezzi dei beni alimentari e per la cura della persona che si attesta a +1,9%, inferiore alle stime precedenti. Inoltre, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +1,7%, suggerendo una stabilizzazione dei prezzi in un contesto economico incerto.
Cosa ci aspetta
Parallelamente, l’Istat ha pubblicato dati preoccupanti sulla popolazione italiana, che al 30 novembre 2025 ammonta a 58.956.726 unità, in calo di 13mila rispetto all’inizio dell’anno. Questo decremento è attribuito principalmente al calo delle nascite, con una diminuzione del 4,2% rispetto all’anno precedente. Le proiezioni indicano che la popolazione potrebbe scendere a 54,7-54,8 milioni entro il 2050, con un significativo invecchiamento demografico e conseguenze sul sistema di welfare.