Terni, giro di vite della giunta comunale sull’accattonaggio: le novità dell’ordinanza

Chiunque viola il dispositivo dell' ordinanza è punito con la sanzione prevista dall' articolo 650 del codice penale, che prevede l' arresto fino a tre mesi o un' ammenda fino a 206 euro

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TERNI – Dall’8 dicembre, su tutto il territorio comunale di Terni, sarà vietata ogni forma di
bivacco, temporanea o permanente, di stazionamento e di accattonaggio molesto: lo dispone un’ ordinanza “contro il degrado, per il decoro e la vivibilità” firmata dal sindaco,
Leonardo Latini. “Il Comune – spiega Latini in una nota – continua a ricevere
segnalazioni da cittadini, commercianti, attraverso esposti, denunce, o semplici mail, su circostanze documentate anche dagli organi di informazione in merito a bivacchi, stazionamento molesto, forme di accattonaggio praticato richiedendo ai passanti denaro, anche con modalità vessatorie o simulando infermità o malattie”.

Situazioni Per il sindaco “si tratta di situazioni non rare come dimostrano i rapporti della polizia municipale che negli ultimi mesi è intervenuta 18 volte in alcune aree della città, emettendo anche ordini di allontanamento (Daspo urbano) nei confronti di persone che molestavano i passanti, si erano accampate abusivamente o di parcheggiatori abusivi”. “Dobbiamo distinguere – continua – l’assistenza alle persone che hanno bisogno, della quale si occupano gli enti, le associazioni deputate e i nostri servizi sociali, dalla tutela della
vivibilità cittadina e dalla prevenzione dei reati”.

Periodi Alcuni di questi fenomeni, specie quelli relativi all’ accattonaggio molesto, sempre a detta di Latini “si accentuano nei periodi immediatamente antecedenti le feste natalizia”. Per questo l’ amministrazione comunale ha ritenuto opportuno emanare una nuova ordinanza, che resterà in vigore sino all’ approvazione della modifica del Regolamento di polizia urbana e comunque fino al 28 febbraio 2019. Salvo che il fatto non costituisca altra violazione di rilevanza penale, chiunque viola il dispositivo dell’ ordinanza è punito con la sanzione prevista dall’ articolo 650 del codice penale, che prevede l’ arresto fino a tre mesi o un’ ammenda fino a 206 euro.

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