PERUGIA – Adesso nei suoi pensieri c’è l’azzurro. Quello del mare, della sua amata Puglia per la precisione dove tra trascorrendo un po’ di giorni di meritatissimo relax. E quello della nazionale italiana con la quale andrà a caccia del metallo più pregiato nei Mondiali di settembre in programma proprio in Italia. Poi i suoi colori torneranno ad essere il bianco ed il nero, quelli di Perugia per una nuova esaltante stagione. Il protagonista di questo mondo a colori è Massimo Colaci, libero della Sir Safety Conad Perugia. Che si gode, finalmente è il caso di dire, un periodo di vacanza con la propria famiglia. “Ci voleva proprio – dice Max dall’altra parte della cornetta – perché negli ultimi anni tra mille partite e mille viaggi, non c’era mai stata l’occasione di godersi un po’ la famiglia, la casa e gli amici e di staccare un po’ la spina. Mi sto rilassando e ricaricando in vista poi di una seconda parte dell’estate che sarà invece molto impegnativa”.

Con vista sui mondiali in Italia. “Io sono ottimista per natura e sono molto fiducioso perché guardo la nostra squadra e credo, ad esempio, che un trio di attaccanti come Lanza, Juantorena e Zaytsev ce li hanno in pochi e penso che in generale siamo una squadra forte. Magari dobbiamo recuperare qualcosa rispetto ad altre formazioni, però sappiamo dove siamo e dove dobbiamo migliorare ed abbiamo tutto il tempo per farlo. Un po’ come è successo due anni fa prima di andare a Rio per l’Olimpiade. La cosa importante sarà avere la giusta voglia e determinazione. E poi siamo in casa, il pubblico italiano saprà aiutarci ed il fattore campo può essere determinante”.

Sarà ancora, fortissimamente, Perugia. “Non pensavo sinceramente cambiassimo tanto, ma ho visto che in questo mercato tante squadre lo hanno fatto. Non ci nascondiamo, siamo una squadra di altissimo livello e molto forte in tutti i reparti. Personalmente sono molto contento dell’arrivo di Pippo (Lanza, ndr) perché credo sia il giocatore perfetto per darci l’equilibrio che ci serve e che è fondamentale in ogni squadra”.

Una Superlega di livello eccelso. “È vero, sarà un campionato stellare e sono contento. Il movimento ha bisogno di giocatori forti, di più squadre di alto livello, anche al di fuori delle famose quattro e credo ci siano tante squadra che possono inserirsi tra le big. Ci sarà il rischio di perdere punti ovunque e questo rende la Superlega, difficile, ma al tempo stesso bella, interessante e divertente, portando beneficio alla pallavolo”.

Perugia pronta a lottare ancora. “Pancia piena dopo il triplete? Non scherziamo! Intanto quelli dell’anno scorso sono stati i primi titoli per la società e onestamente credo che, se non avessimo ancora voglia di vincere, potremmo andare tutti a casa. Vincere dà gusto, assaporare certe emozioni è sempre bello, star lì sul gradino più alto di un podio è ogni volta una grande emozione. Poi adesso tutti vorranno battere Perugia, è normale dopo le vittorie della passata stagione e questa sarà per noi una nuova elettrizzante sfida”.

Saranno anche le motivazioni a fare la differenza. “Esatto. E questo a prescindere se nel corpo della squadra si cambi qualcosa oppure no. L’importante è creare ed avere una mentalità vincente e questa è una cosa che parte dal singolo e che deve poi diventare una caratteristica di squadra. Io ad esempio, è una cosa che nasce da dentro, non vedo l’ora di vincere e di condividere questo aspetto con tutto il gruppo. Nella mia carriera ho avuto tanti esempi vincenti, penso ad esempio agli anni di Trento dove c’erano giocatori che vincevano e che subito dopo non vedevano l’ora di vincere ancora. E qui a Perugia abbiamo un tecnico come Lollo (Bernardi, ndr) che è una garanzia. Ha vinto tutto nella sua carriera, eppure ogni giorno è affamato, determinato e concentrato unicamente sul raggiungimento della vittoria”.

Colaci torna ai suoi affetti ed al suo mare azzurro. Tra qualche giorno sarà di nuovo azzurro nazionale. Con una promessa per i Sirmaniaci e per Perugia: “Ci vediamo presto… ma non prestissimo eh! Perché ai mondiali vogliamo arrivare in fondo!”

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Francesco Locatelli