Elezioni politiche 2018, ecco l’analisi del voto in Umbria

Resiste uno ‘zoccolo duro’ di elettori che restano fedeli ad uno schieramento. Sono i giovani ad avere una maggiore propensione al voto

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Operazioni di voto in un seggio elettorale

PERUGIA – Il voto di appartenenza esiste ancora. Resiste uno ‘zoccolo duro’ di elettori che si muovono tra diverse sigle ma restando fedeli ad uno schieramento. In sintesi, il quadro emerso dalle politiche 2018 non può essere proiettato sulle prossime amministrative. Sono queste le conclusioni dell’analisi dei flussi elettorali relativi alle elezioni del 4 marzo secondo i dati elaborati dal dipartimento di economia dell’Università degli Studi di Perugia in collaborazione con il servizio studi dell’assemblea legislativa dell’Umbria, presentato questa mattina a Palazzo Cesaroni. I 150 mila elettori in più che si sono registrati il 4 marzo, probabilmente resteranno a casa per le amministrative e sono costituiti perlopiù da elettori di Centrodestra. I giovani, con una partecipazione al voto dell’80%, hanno dimostrato una maggiore propensione al voto rispetto al resto del corpo elettorale. Le loro preferenze sono andate prioritariamente verso M5S (33,4%) e Lega (20,2%) e in parte (9,2%) verso liste di estrema destra. In questa fascia di età il Pd prende il 17,2% mentre la sinistra (Leu, PaP) ottiene il 4,3. C’è un elettorato molto mobile da cui proviene una forte domanda di radicale cambiamento, intercettata nel 2013 dal Movimento 5 Stelle, nel 2014 dal Pd di Renzi e nelle ultime elezioni dalla Lega che beneficia di flussi di voti da Pdl, M5s e Pd.

Elezioni 2013-2018 Il risultato più eclatante è stato il notevole successo della Lega, che è passata da 3mila a 103mila voti. Una crescita determinata in primo luogo dai voti in arrivo dal PdL, che ha ceduto circa 35 mila voti alla Lega. Il M5S ne ha ceduti 28mila, dimostrando di non essere solo destinatario di voti ma anche fonte di voti in uscita. Il Pd ha ceduto alla Lega 17mila voti. Dal non voto la Lega ha recuperato oltre 19mila voti. Il voto alla Lega è dunque un voto largamente proveniente dagli elettori di centrodestra. Il Pd acquisisce 21mila voti da Scelta civica e dai partiti di centro e ne perde in varie direzioni: Lega, M5S, non voto: pochi, poco più di 2mila, verso la sinistra (Leu, PaP). Il flusso Pd-Lega è più forte a Città di Castello, probabilmente per il fatto di avere un candidato sul territorio e una problematica locale su cui politicamente ha molto investito. Il Partito democratico ha prevalso in alcune circoscrizioni di Perugia, soprattutto nella zona urbana: esso acquisisce voti, nelle aree urbane, provenienti da Scelta civica e da formazioni centriste, determinando una connotazione più moderata dell’elettorato complessivo. Il successo del M5S sembra consolidarsi. Forza Italia ha perso molti voti verso Lega, Fd’I e M5s. Tutti i partiti tradizionali hanno cambiato la composizione del proprio elettorato a vantaggio delle componenti più moderate.

I giovani al voto (confronto Camera – Senato) Rappresentano circa 47mila votanti, con una partecipazione al voto (circa l’80%) simile a quelle di altre fasce di età. Non c’è stato quindi un allontanamento dal voto da parte dei più giovani. Le loro preferenze sono andate prioritariamente verso M5S (33,4%) e Lega (20,2%) e in parte (9,2%) verso liste di estrema destra. In questa fascia di età il Pd prende il 17,2% mentre la sinistra (Leu, PaP) ottiene il 4,3.

Europee 2014 – Camera 2018 Circa 150 mila persone non avevano votato nel 2014 (si trattava soprattutto di elettori di FI e M5S) e sono tornate al voto votando in massa per la Lega (46,7 mila di loro). Questo potrebbe dimostrare un ritorno alle urne di elettori che hanno una posizione critica verso l’Europa e che quindi non si recano al seggio per le Europee. Il Pd nel 2014 aveva avuto un notevole successo per poi perdere nel 2018 quasi 100 mila voti, passati a M5S e Lega. I delusi del Pd guidato da Renzi non sono andati quindi a sinistra ma verso 5 Stelle e Lega.

Regionali 2015 – Camera 2018 La stima dei flussi dalle regionali alle Politiche consente di determinare come si è distribuito tra le liste presenti alle Politiche (Camera) 2018 il voto che alle regionali del 2015 era stato assegnato ai candidati presidenti senza passare per le liste dei partiti a loro sostegno. Gli oltre 20 mila voti di questo tipo si sono trasformati in larga parte in voti alle liste di centro sinistra e di sinistra (oltre il 70% del totale), in particolare al PD, che ne ha acquisiti oltre la metà, mentre ne è restata del tutto esclusa FI e poco interessati anche il M5S e la Lega (poco più del 10% ciascuno).