Vertenza Colussi, il sindaco Proietti incontra i sindacati. Ipotesi sciopero

Nell'ufficio del sindaco di Assisi Stefania Proietti mercoledì pomeriggio a Santa Maria degli Angeli il primo cittadino ha incontrato i rappresentanti sindacali dell'azienda Colussi insieme ad una rappresentanza della Giunta comunale e ai capigruppo consiliari di maggioranza

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L'amministrazione Proietti si era mossa già a marzo scorso con grande discrezione organizzando nella casa comunale un incontro con i lavoratori, senza proclami ne' speculazioni mediatiche parlando della questione con i lavoratori
Un momento dell'incontro tra Proietti e le rappresentanze sindacali

ASSISI – Nell’ufficio del sindaco di Assisi Stefania Proietti mercoledì pomeriggio a Santa Maria degli Angeli  il primo cittadino ha incontrato i rappresentanti sindacali dell’azienda Colussi insieme ad una rappresentanza della Giunta comunale e ai capigruppo consiliari di maggioranza. Un incontro iniziato alle 16 e durato oltre due ore al quale era presente l’intera RSU aziendale: per Cgil Patrizia Lanfaloni e Natale Terenzi, per Cisl Gabriele Perilli e Stefano Rossi,  per UIL Carlo Fisichella e Mirco Ghiandoni e per UGL Massimo Morelli.

Pericolo Ribadita da parte dell’amministrazione comunale di Assisi la solidarietà ai lavoratori e la vicinanza ad ognuno di loro in tutte le sedi, nella difesa accorata del lavoro nell’azienda Colussi che insiste ad Assisi con lo storico stabilimento di Petrignano.  Durante l’incontro, al quale era presente anche il sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri, è stata ribadita la vicinanza ai lavoratori nella vertenza che oggi vede un grave pericolo: la perdita di 125 posti di lavoro annunciata a sorpresa durante la trattativa di ieri.

Territorio “Per questo -afferma  il sindaco Proietti- l’amministrazione comunale e tutte le parti politiche che la rappresentano saranno vicine in ogni sede ai lavoratori e, qualora fosse necessario, anche all’azienda. Da sottolineare che i lavoratori di Colussi, rappresentati dalle sigle sindacali hanno tenuto un atteggiamento dignitoso e sempre vicino all’azienda; questo atteggiamento costruttivo è apprezzato anche  dall’Amministrazione comunale. Il nostro motto- ha spiegato Proietti-è che tutti insieme si potrà risolvere questa grave crisi per il nostro territorio”. Un problema, quello dei livelli occupazionali in Colussi, non nuovo ma mai trattato dalla precedente Amministrazione, totalmente assente seppur chiamata in causa quando, tre anni fa, in Colussi furono avviate le procedure di solidarietà.

Esito L’amministrazione Proietti si era mossa già a marzo scorso con grande discrezione organizzando nella casa comunale un incontro con i lavoratori, senza proclami ne’ speculazioni mediatiche parlando della questione con i lavoratori. “Il buon esito della vertenza Colussi per il Comune di Assisi -conclude il sindaco di Assisi Stefania Proietti- vuol essere un obiettivo da raggiungere attraverso un percorso costruttivo e mai distruttivo,  risolutivo laddove risoluzioni, speriamo vivamente, si potranno trovare.”

Barbagallo “È strano che due eccellenze come Colussi e Perugina abbiano questi problemi: si vede che il management non ha saputo prevedere l’innovazione che occorreva fare per tutelare questi marchi”. Non poteva non parlare dei due casi più scottanti di attualità nella realtà perugina, il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, intervenendo nel capoluogo umbro all’attivo organizzato dai tre sindacati confederali regionali (presenti i tre segretari generali Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini) per rilanciare l’azione unitaria e indicare le priorità di intervento per il paese e per l’Umbria. Secondo Barbagallo, per i casi Colussi (annunciati 125 licenziamenti)  e Perugina (364 esuberi oggetto di una vertenza gestita dal Mise) “ci sono i margini per intervenire sulla crisi occupazionale in corso. Noi siamo per vedere assieme alle proprietà di evitare il massacro occupazionale che ogni volta ci viene proposto”.

Unità “Sul piano nazionale la vertenza aperta per cambiare la legge Fornero è la più importante battaglia unitaria che stiamo conducendo – ha detto nella relazione introduttiva unitaria Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria – è doveroso che il governo trovi le risorse necessarie a rendere più flessibile ed equo un sistema che oggi è invece percepito dalle lavoratrici e dai lavoratori come profondamente ingiusto. Al tempo stesso – ha aggiunto – la nostra azione unitaria deve svilupparsi anche a livello locale per rimettere al centro dell’agenda politica-istituzionale i temi del lavoro. Da tempo unitariamente ci siamo posti la domanda di come inquadrare in un piano generale le tante criticità aperte – ha proseguito Sgalla – Su come confederalmente si possa tirare un filo comune tra il riconoscimento di Terni-Narni area di crisi complessa, i problemi legati alla fascia appenninica, la politica dei licenziamenti delle multinazionali, la ricostruzione post terremoto e le politiche per le aree interne, e ancora come rilanciare la filiera turismo-ambiente-cultura. Sono tutti pezzi di uno stesso puzzle: quale modello di sviluppo vogliamo immaginare per l’Umbria. Questa è la risposta confederale che un sindacato come il nostro deve saper mettere in campo. Partendo da un elemento che ha caratterizzato la nostra storia e che è elemento economico essenziale per i cittadini della nostra regione – ha concluso Sgalla nella relazione unitaria – si chiama coesione sociale ed è l’opposto della frammentazione e dei campanili”.

Manifestazioni Tanti gli interventi e i contributi dalle categorie e dai delegati presenti, coordinati dal segretario generale della Cisl dell’Umbria, Ulderico Sbarra. Dibattito poi concluso dal segretario generale della Uil nazionale, Carmelo Barbagallo: “Sabato in tutta Italia e anche in Umbria (Perugia e Terni) manifesteremo sotto le prefetture per rivendicare gli obiettivi della piattaforma unitaria e a sostegno delle trattative in corso con il Governo. Noi vogliamo completare – ha proseguito Barbagallo – la seconda fase del confronto sulla previdenza, perché bisogna tutelare sia i giovani, costruendo sin da ora pensioni decenti, sia le donne, su cui spesso gravano i lavori di cura, sia i pensionati, sia i lavoratori che svolgono lavori gravosi. La devono smettere di dire che non ci sono le risorse necessarie che, invece, possono essere recuperate da 111 miliardi di evasione, 60 miliardi di corruzione e 27 miliardi di pizzo e usura. È necessario, inoltre, separare la previdenza dall’assistenza e, ancora, congelare l’incremento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita: i lavori non sono tutti uguali e non tutti possono andare in pensione alla stessa età. Fermiamo quel meccanismo – ha concluso il leader della Uil – divenuto ingiusto e inaccettabile dopo l’approvazione della legge Fornero, e istituiamo una Commissione che stabilisca i criteri sulla base di valutazioni scientifiche e sullo studio delle patologie”.

Sciopero I lavoratori potrebbero comunque incrociare le braccia per 8 ore martedì, quando ci sarà il primo incontro sul futuro dell’azienda.