Terni, Piano di riequilibrio: scontro Comune-Confindustria

A rendere posizione è stato il presidente della sezione di Terni di Confindustria Umbria Giammarco Urbani in una lettera al sindaco, all' assessore al Bilancio del Comune

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Il presidente di Confindustria Terni, Gianmarco Urbani

TERNI– “La manovra che viene proposta non tiene in sufficiente considerazione la gravità degli effetti che colpiranno il sistema economico e sociale della nostra città”: a dirlo è il presidente della sezione di Terni di Confindustria Umbria Giammarco Urbani in una lettera al sindaco, all’ assessore al Bilancio del Comune di Terni e al presidente della terza Commissione consiliare che si riunirà domani per analizzare la modifica del Piano di riequilibrio finanziario del Comune.

Critiche “Pur comprendendo bene la situazione e preoccupati per il paventato dissesto – spiega Urbani in una nota – non possiamo esimerci dall’ osservare che per affrontare la grave situazione sia stata scelta la via più breve: l’ aumento delle aliquote con misure che appaiono squilibrate e destinate a colpire principalmente le categorie produttive, le uniche in grado, peraltro, di contribuire al rilancio dell’ economia di Terni“. La sezione di Terni di Confindustria Umbria, che ha analizzato il documento di sintesi messo a disposizione in questi giorni dal Comune, auspica che i contenuti della manovra possano essere rivisti e si rende disponibile ad un nuovo ulteriore confronto al fine di mitigare le misure previste.

La risposta del sindaco A stretto giro di posta arriva la replica del sindaco Di Girolamo al presidente degli industriali ternani, Urbani:

Egregio Presidente,
ho ricevuto la Sua lettera sull’analisi del Piano pluriennale di Riequilibrio che il Comune di Terni sta adottando nella sua versione aggiornata per scongiurare l’eventualità del dissesto, sono rimasto colpito negativamente dalle argomentazioni usate e dai toni.
Toni decisamente inconsueti e liquidatori in merito al documento che vi è stato consegnato. Siamo pienamente consapevoli che una procedura che comporta un aumento della fiscalità su cespiti immobiliari o produttivi trovi la contrarietà in primo luogo di chi rappresenta queste categorie, ma non è consentito mai far venir meno il rispetto reciproco, soprattutto verso chi rappresenta, indipendentemente dalla sua persona, tutti i cittadini e gli interessi generali.
Ed ora veniamo al merito delle questioni poste:
1) In primo luogo il dubbio che si possa uscire dal pre-dissesto in maniera anticipata rispetto ai tempi complessivi previsti dal Piano e poter così ritornare a livelli di tassazione più bassi. E’ vero che questo si realizza se attraverso i proventi da alienazioni, i maggiori incassi dalle tasse ed i risparmi, si riuscirà a restituire in anticipo il prestito di circa 7 milioni di euro che lo Stato ci concederà attraverso il Fondo di Rotazione. Ma mentre questo è probabile, quello che è assolutamente sicuro, è che con il dissesto l’aumento al massimo delle tasse patrimoniali, oltre ad altre misure che agirebbero sui cittadini, saranno obbligatorie per 5 anni. E’ preferibile Presidente?
2) Si afferma che il prezzo di questo piano venga fatto pagare tutto alle categorie produttive. Dalla lettura delle cifre si evince che non è così. Rispetto al debito da compensare, che risulta essere di 14 milioni di euro, le risorse provenienti dall’aumento dell’IMU-TASI è di poco più di 3 milioni, gli altri 11 proverranno da alienazioni e risparmi. Inoltre, per i proprietari di immobili di cat. D l’aumento sarà dell’8,5% mentre il 31.03% si riferisce all’incremento complessivo di gettito per il Comune.
3) Non capisco come si possa affermare che questa amministrazione considera gli imprenditori come una sorta di “bancomat”. Giova forse ricorarLe che se abbiamo dei margini per gli aumenti della tassazione patrimoniale è perché il Comune di Terni fino ad ora ha adottato una politica prudente, mantenendosi sotto la media nazionale per tassazione (basta vedere quanto riporta da Il Sole 24Ore, che ci mette al 67° posto fra i capoluoghi di provincia) e non adottando quelle facoltative tipo la tassa di soggiorno. D’altra parte, basta guardare i dati della ricerca del Cna fatta nel 2015. Il Comune di Terni, riguardo alla IMU-TASI di un laboratorio artigiano, si pone al 9,2% il valore più basso tra tutti i comuni umbri sopra i 15.000 abitanti, mentre Perugia, per dirne una, si trova al 10,6%. Anche nella tassazione di un opificio il Comune di Terni, pur collocandosi appena sopra la media regionale, ha tasse minori di Perugia, Narni, Città di Castello ed altre. Per uscire fuori dai confini dell’Umbria, voglio solo ricordare che le imprese collocate nel Comune di Roma, e sono migliaia, da diversi anni pagano il massimo delle tasse comunali, causa il debito di 9 miliardi di euro accumulato negli anni passati, ed il massimo delle tasse regionali, causa il disavanzo sulla spesa sanitaria, senza alcuna rottura istituzionale.
4) Il Comune di Terni, dato l’assetto economico del territorio fondato in buona parte sulla manifattura, ha sempre modulato i propri servizi per dare risposta alle necessità degli imprenditori. Cito solo due questioni. Siamo stati il primo comune umbro ed uno dei primi in Italia ad istituire il Suape e, grazie alla competenza e disponibilità dei nostri addetti, siamo in grado di dare risposte esaurienti e rapide alle richiesta delle imprese, come dimostrato anche al alcuni casi recenti. Riguardo poi alla sicurezza della zona industriale, essendoci stati vari episodi di furti a carico soprattutto delle aziende di autotrasporto, ci siamo fatti interamente carico, insieme con la Regione, dei costi di installazione di impianti di videosorveglianza, diversamente da quanto accade in molte altre città italiane in cui gli imprenditori hanno partecipato alle spesa, impianti che sono in corso di realizzazione insieme alla posa della banda larga.
5) Per quanto riguarda la TARI e la raccolta differenziata, importantissimo il comportamento virtuoso di imprese e di gran parte dei cittadini (non di quelli che abbandonano i rifiuti nelle strade secondarie), fondamentale la predisposizione di un Piano di Ambito che è stato riconosciuto come il migliore in Italia degli ultimi cinque anni, la capacità messa in campo da Asm nel predisporre un servizio in una città grande come Terni che ha consentito di raggiungere il traguardo del 75% di raccolta differenziata con un anno di anticipo sul cronoprogramma, con conseguenti risparmi che ora potremo trasferire ai cittadini. Riguardo la Tari sugli immobili industriali, confermiamo che se l’azienda è produttrice mista (Rsu e rifiuti speciali), potrà usufruire delle riduzioni che metteremo in atto.
6) Nella valutazione complessiva della manovra, consideriamo anche i tagli alla Tari che andranno, seppur non totalmente, a compensare gli aumenti previsti.
Caro Presidente, conoscendoLa come persona rispettosa delle istituzioni, anche quando si devono muovere critiche severe, ritengo che la sua nota sia frutto di cattivi consigli. Le confermo la piena disponibilità mia, della mia giunta e di tutto il Consiglio Comunale a qualsiasi confronto sulle scelte da fare in relazione ai legittimi interessi dei cittadini e del mondo delle imprese, confronto che comunque deve assicurare un futuro finanziario ed operativo al maggiore Ente pubblico della città.
Mi creda Presidente, chi è eletto dai suoi concittadini, ha sempre grandissima riluttanza a mettere in campo una manovra finanziaria che contiene, indubbiamente, alcuni inasprimenti, ma ci sono momenti nei quali è necessario assumersi responsabilità che vadano oltre il consenso momentaneo: il Comune risanato e pienamente operativo sarà un patrimonio a disposizione di tutti coloro che lo guideranno dopo di me, che continueranno a vivere – compreso fare impresa – in questa città.
Auguri di Buon Natale e di un 2018 decisamente migliore”.