SPOLETO – Mercoledì 11 luglio 2018, memoria liturgica di S. Benedetto da Norcia, presso la casa di preghiera di Collerisana di Spoleto, le Suore della Sacra Famiglia riunite nel XVII Capitolo generale ordinario hanno eletto Madre Generale suor Paola Sisti, finora superiora della comunità del Brasile. Succede a suor Agnese Grasso, che ha guidato l’Istituto negli ultimi sei anni.

Missionaria in Cile. Bresciana, 69 anni, suor Paola dopo la professione religiosa è stata in diverse comunità: a Spoleto, Roma, ancora Spoleto, Vicenza e Milano. Nel 1985, poi, è partita missionaria per il Cile. Nel 2000 è stata trasferita in Brasile. Ha una sorella sempre suora della Sacra Famiglia di Spoleto, suor Bernarda, missionaria in India. Il giorno dopo, 12 luglio, sono invece state elette le consigliere, cioè quelle suore che coadiuveranno madre Paola nel governo dell’Istituto: suor Agnese Grasso, prima consigliera e Vicaria generale; suor Andreilla Fioravanzo, seconda consigliera; suor Irenea Gisondi, terza consigliera; suor Provvidenza Orobello, quinta consigliera e Segretaria generale; suor Raffaella Di Santo, Economa generale.

Gioia anche in Brasile dove era superiora. «È stata una vera sorpresa dello Spirito», ha commentato a caldo la neo Madre generale. «Il 29 maggio sono partita dal Brasile per prepararmi a partecipare al Capitolo. Finora non vi avevo mai preso parte. E nemmeno lontanamente immaginavo di essere eletta. Dopo qualche giorno la delegata del Cile-Brasile mi ha detto: guarda che inizia a circolare anche il tuo nome. E io: scoraggiale, non sono all’altezza, sono in terra di missione da tantissimi anni, non conosco i meccanismi di governo dell’Istituto. Ma intanto iniziavo a sentirmi nervosa; le parole del Salmo 53 “…Ecco, Dio è il mio aiuto, il Signore mi sostiene” e l’insegnamento del sacerdote che il 10 luglio ci ha predicato il ritiro mi hanno fornito alcune chiavi per fare discernimento e mi sono tranquillizzata. Poi l’11 mattina sono stata eletta: mi sono sentita male, piccola piccola. Mi sono detta: ma perché io, che tra l’altro non sono conosciuta benissimo tra le suore, essendo da tanti anni all’estero? Ho chiesto qualche minuto di silenzio, ho invocato il Bonilli dicendogli “pensati tu Padre”, e poi ho accettato la volontà del Signore». Un lungo applauso si è levato e tutte le capitolari hanno abbracciato la loro nuova guida per il sessennio 2018-2023. Poi la telefonata alla sorella suor Bernarda in India: «Non ci credeva – dice madre Paola – e ci siamo messe a piangere. Mi ha detto: non sarà facile, è una grande responsabilità, ma pregheremo tutte per te». Gioia anche in Brasile dove era superiora: «Ci dispiace che non sarà più con noi – dice la delegata del Cile-Brasile – ma al tempo stesso siamo felici perché potrà fare di più anche per la nostra terra da Madre Generale». Tre sono gli insegnamenti del Bonilli che suor Paola intende mettere alla base del suo mandato: «Mantenermi nell’umiltà, amare le sorelle come fossero delle figlie, investirmi dello scopo dell’Istituto che è la carità. Alle suore dico: mi aspetto la collaborazione innanzitutto con la preghiera, di sentirci una famiglia perché tutte siamo corresponsabili nella fedeltà al nostro carisma e nel servizio che il Signore ci affida come Istituto, soprattutto verso i più poveri e verso le famiglie».

Fondate dal beato Pietro Bonilli. Le Suore della Sacra Famiglia di Spoleto sono state fondate dal beato Pietro Bonilli, prete spoletino, a Cannaiola di Trevi il 13 maggio 1888. Il loro carisma è quello di contemplare l’incarnazione di Gesù a Nazaret vivendo, nel quotidiano, lo stile di famiglia da lui realizzato con Maria e Giuseppe per attuare il progetto di Dio Padre: fare del mondo la grande ed unica famiglia dei figli di Dio. Ciò si concretizza nell’accoglienza di anziani, di disabili e di quelle persone da tutti rifiutate, oltre che nelle scuole materne e nell’attività pastorale. Le loro case si trovano: in Italia, in Costa d’Avorio, in Congo, in India, in Cile, in Guatemala, in El Salvador e in Brasile.
Nell’archidiocesi di Spoleto-Norcia le suore della Sacra Famiglia, pur senza clamori mediatici, accolgono e si prendono cura di tante persone, anziane e disabili, offrendo così un prezioso sostegno a molte famiglie del territorio.

Francesco Carlini

 

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