Sede Pd, la Fondazione: “Si vende, mutuo troppo oneroso”

Fabrizio Bracco, presidente del consiglio di indirizzo della Fondazione 'Pietro Conti': '"Non c' è nessun mistero e nessun debito, abbiamo messo in vendita la sede del Pd perché non ce la facciamo più a pagare il mutuo"

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Alla nascita, dieci anni fa, ha avuto uno statuto deciso all' unanimità dalla direzione regionale dei Ds che prevedeva il pagamento dei mutui da parte dell' utilizzatore degli immobili
La sede Pd in piazza della Repubblica

PERUGIA – “Non c’ è nessun mistero e nessun debito, abbiamo messo in vendita la sede del Pd perché non ce la facciamo più a pagare il mutuo”: Fabrizio Bracco, presidente del
consiglio di indirizzo della Fondazione ‘Pietro Conti’, e Renzo Patumi, presidente del consiglio di amministrazione, stamani a Perugia nella sede piazza della Repubblica hanno fatto il punto sulla vicenda della messa in vendita dell’ immobile “perché – ha detto Bracco – abbiamo visto con una certa amarezza le insinuazioni che sono state fatte”. “Dobbiamo venderla per chiudere le pendenze con la banca, dopo di che non abbiamo da ripianare nient’ altro” ha affermato. “Perché questa sede – ha aggiunto – e non altri immobili? Perché l’ipoteca grava qui. E su chi poi comprerà la Fondazione non si può entrare nel merito visto che abbiamo affidato la vendita ad una agenzia immobiliare e il compratore non tratta certo con noi”.

Cifra Ci sono ancora 600 mila euro da pagare di mutuo, è stato ricordato, e il Pd è stato naturalmente invitato ad un possibile acquisto: “La vendita avviene anche in modo frazionato – ha sottolineato Patumi – e così abbiamo comunicato al Pd che se vuole acquistare una parte dell’ immobile siamo ben contenti. E la trafila di questo percorso devo dire che è stata riportata in maniera corretta anche dal presidente del Pd regionale
Leonelli”. “Abbiamo seguito in silenzio la discussione – ha poi sottolineato Bracco – perché pensavamo che non c’ era bisogno di intervenire, ma vista la piega che ha preso forse abbiamo commesso l’ errore di non pubblicare di più le attività della Fondazione per sgomberare il terreno da pregiudizi e informazioni sbagliate”.

Vendita Sempre per la sede di piazza della Repubblica, secondo quanto spiegato da Bracco, “nel 1999 gli organi del partito, allora Ds, l’ avevano ceduta ad una immobiliare romana per 3 miliardi di lire a garanzia dei debiti dell’ Unità”. “Io come segretario dei Ds umbri – ha proseguito – ho attivato nel 2003 tutte le procedure per ricomprarla, perché ne riconoscevo il valore simbolico, a 1,5 milioni di euro grazie ad una sottoscrizione di iscritti e la vendita di altri beni. Abbiamo così stipulato un mutuo visto che tutti i soldi non li avevamo”. Un mutuo pagato dalla Fondazione, ha ricordato ancora Bracco. “Da tre anni – ha quindi spiegato – siamo pressati dalla banca, senza contare che i tesorieri del Pd non ci hanno mai messo niente per mancanza di risorse, ma questa così come altre sedi sono state destinate al Pd a titolo gratuito con il partito che si è fatto carico di oneri e di onori”.

Pagamento “La Fondazione Pietro Conti – ha ancora evidenziato il presidente del consiglio di indirizzo – ha un patrimonio ma non ha reddito, è autonoma e ha un organismo dirigente regionale. Alla nascita, dieci anni fa, ha avuto uno statuto deciso all’ unanimità dalla direzione regionale dei Ds che prevedeva il pagamento dei mutui da parte dell’ utilizzatore degli immobili. E tutto il patrimonio dei Ds è stato sempre amministrato seguendo
le linee dettate dallo statuto: un patrimonio della sinistra umbra che deve essere quindi utilizzato per attività politica, culturale e sociale nel solco di quella storia e di quella
tradizione”. “Siamo andati avanti – ha inoltre affermato Bracco – gestendo questo patrimonio e facendo attività, come l’ accordo con l’ Arci per cui alcune sedi vengono ora utilizzate dall’ associazione con un piccolo affitto che serve alla Fondazione per vivere. E
nessuno di noi ha mai preso un euro, anzi forse rimettendoci soldi di tasca nostra”.