ROMA- E’ stata presentata al Museo delle Arti del XXI Secolo di Roma, la 61esima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, in programma dal 29 giugno al 15 luglio.  Ad annunciare gli eventi in cartellone, il direttore artistico della kermesse che anche quest’anno si muoverà tra musica, teatro e danza, è stato per l’undicesima volta il suo Direttore artistico Giorgio Ferrara (confermato a capo della manifestazione fino al 2020).

Ad inaugurare il Festival, sarà il 29 giugno al Teatro Nuovo il Minotauro, un’opera commissionata a Silvia Colasanti, tra le compositrici più interessanti della nuova scena musicale italiana; ispirata all’omonima ballata di Friedrich Dürrenmatt del 1985, su libretto di René de Ceccatty, sarà interpretata dal baritono Gianluca Margheri, dal soprano Benedetta Torre, dal tenore Matteo Falcier e da quattordici allievi dell’Accademia Silvio D’Amico, per la regia di Giorgio Ferrara.

Restando alla musica, altra produzione originale del Festival dei Due Mondi di quest’anno sarà The Beggar’s Opera di John Gay cui Bertold Brecht s’ispirò per la sua Opera da tre soldi. Quella di Spoleto, sarà una nuova versione curata da Ian Burton e Robert Carsen, quest’ultimo anche regista, in una messa in scena dal gusto contemporaneo, con l’ideazione musicale di William Christie con protagonisti gli attori del West End londinese (il 6 luglio). Anche in questa edizione, la kermesse si aprirà alla musica d’autore di qualità : dopo aver ospitato lo scorso anno in Piazza del Duomo in un applaudito concerto Fiorella Mannoia, adesso sarà la volta di Francesco De Gregori.

Per il teatro, il visionario regista Romeo Castellucci presenterà La morte di Empedocle di Friedrich Hölderlin; Alessandro Baricco, per la prima volta nella lettura interpretata del suo racconto più celebre Novecento (dal 30 giugno); Silvio Orlando sarà, invece, il protagonista di Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato), nuovo testo di Lucia Calamaro (il 12 e 13 luglio); Franco Branciaroli con Lettere a Nour di Rachid Benzine diretto da Giorgio Sangati; il giornalista e scrittore Corrado Augias assieme allo storico Corrado Gentile in Mussolini: io mi difendo! con la partecipazione di Massimo Popolizio nel ruolo del Duce (dal 7 luglio); Ugo Pagliai e Manuela Kusterman in Dopo la prova di Ingmar Bergman per la regia di Daniele Salvo (dal 13 luglio); Adriana Asti in Donna Fabia, installazione video a cura di Marco Tullio Giordana da La preghiera del poeta milanese Carlo Porta (il 14 luglio); infine, novità assoluta per l’Italia l’arrivo a Spoleto del teatro di animazione del georgiano Rezo Gabriadze, con Ramona, romantica storia d’amore tra due vecchie locomotive a vapore (dal 5 luglio).

Per la danza tre appuntamenti: oltre i due classici con la Lucida Childs Company (dal 29 giugno) e l’Hamburg Ballet di John Neumeier (dal 13 luglio), ci sarà  My ladies rock,  coreografia di Jean-Claude Gallotta, omaggio al rock al femminile, da Marianne Faithfull ad Aretha Franklin, come anche Nico e Janis Joplin, passando per Laurie Anderson e Siouxsie and the Banshees, fino a Patti Smith e Tina Turner (dal 6 luglio).

A chiudere la 61esima edizione del Festival dei Due Mondi, il 15 luglio, non sarà il tradizionale concerto presso la cornice di Piazza del Duomo ma la messa in scena del regista Benoît Jacquot dell’Oratorio su musiche di Arthur Honegger e testo di Paul Claudel Jeanne d’Arc au bûcher (Giovanna d’Arco al rogo). Nei panni della santa protettrice di Francia, che in punto di morte ripercorre la propria avventura esistenziale e di fede, la nota attrice Marion Cotillard accompagnata dal Coro e Orchestra di Santa Cecilia.

 

 

 

 

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