‘Il pianoforte nel jazz’ all’Auditorium San Domenico di Foligno

Quattro appuntamenti in omaggio ai cento anni del jazz a cura del giornalista e critico musicale Adriano Mazzoletti, uno dei padri della diffusione in Italia della musica d'Oltreoceano

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Enrico Pieranunzi, protagonista dell'ultimo concerto del ciclo 'Il pianoforte nel jazz'

FOLIGNO- Il pianoforte nel jazz. Da Scott Joplin a Keith Jarrett, è il titolo del ciclo di concerti che gli Amici della Musica di Foligno hanno scelto di dedicare, in chiusura della Stagione di quest’anno, ai Cento anni del jazz e agli artisti che ne hanno fatto la storia. Una sorta di mini rassegna divisa in quattro appuntamenti (il 12, 19, 26 novembre, 10 dicembre), affidata al talento di celebri jazzisti contemporanei e ad una firma d’eccezione, quella di Adriano Mazzoletti, uno dei padri della diffusione del jazz in Italia, che ne ha curato la realizzazione che farà da narratore ad ogni incontro. Un vero e proprio viaggio, nell’universo della musica d’oltreoceano attraverso il pianoforte, strumento che era utilizzato già ai primordi, quando alla fine dell’800 era chiamata ragtime.

“La data ufficiale della nascita del jazz è il 1917 -spiega Mazzoletti– perché in quello stesso anno veniva inciso un disco da un’orchestra che aveva inserito nel proprio nome la parola jazz. Ma questa musica ha origini più antiche. I primi ad accorgersi dell’importanza del jazz furono due musicisti europei, Ernest Ansermet che ne scrisse già nel 1919, senza però utilizzare il termine per indicare quella musica che lo aveva così colpito, come anche  Alfredo Casella che nel 1922 l’ascoltò negli Stati Uniti. Sono trascorsi cento anni, e il jazz, nel corso della sua lunga storia, ha subito una infinità di modifiche”.

Primo appuntamento questa domenica 12 novembre alle ore 17 presso l’Auditorium San Domenico, con Dal Ragtime di Texarkana al Jazz di New Orleans assieme al pianista Alberico Di Meo; un percorso attraverso le origini della musica afroamericana, da Scott Joplin, a Jelly Roll Morton, pianista di New Orleans, il primo a modificare lo stile precedente e a dar vita a quello che qualcuno ha chiamato jazz. Sonorità che troveranno magnifico interprete in Di Meo, pianista, arrangiatore, compositore, che una lunga carriera ha visto accanto ai più prestigiosi musicisti di jazz tradizionale italiani, europei. americani. Vincitore di premi internazionali, suona come solista o in gloriose formazioni quali la band di Carlo Loffredo, i Whoopee Wasbard Wizards di Berlino, l’International Jazz Band. Ha fondato l’associazione Hot Jazz Italia per la salvaguardia, lo sviluppo, la promozione del jazz delle origini e dei primi decenni del Novecento.

Il viaggio de Il pianoforte nel jazz proseguirà il 19 novembre con Harlem e i suoi pianisti concerto tutto al femminile con Silvia Manco e Cinzia Gizzi, dedicato ad autori quali Fats Waller, Duke Ellington, Earl Hines. Poi il 26 novembre, sarà la volta de I pianisti attraversano gli Oceani (da Dave Burbeck a John Lewis), assieme ad Amedeo Tommasi. Chiuderà il ciclo dedicato a Il pianoforte nel jazz (e la Stagione 2017 degli Amici della Musica di Foligno) il prossimo 10 dicembre un concerto che vedrà protagonista Enrico Pieranunzi, celebrità del jazz italiano nel mondo, dal titolo  Il Jazz di oggi e I suoi pianisti (Bill Evans, Keith Jarrett, Chick Corea).

 

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