PERUGIA – Dopo l’aggressione subita nel centro di Perugia da due ragazzi cinesi, le autorità diplomatiche del loro Paese “sono tornate a sottolineare la precarietà di una condizione che ove perdurasse orienterebbe verso altre sedi universitarie la comunità degli studenti”.

Preoccupazione A sottolinearlo è il rettore dell’Università per Stranieri secondo il quale “i recenti fatti che hanno interessato alcuni studenti cinesi, destinatari di atti di vile aggressione, impongono una ragionata e responsabile risposta”. Giovanni Paciullo ha ricordato che “le autorità diplomatiche cinesi, che avevano già rappresentato viva preoccupazione per le condizioni di sicurezza a Perugia” e “sono tornate a sottolineare la precarietà” della condizione dopo gli ultimi fatti. Riferendosi alla possibilità che gli studenti possano scegliere altri Atenei, il rettore ha sottolineato che “questa conseguenza rappresenterebbe un grave danno per la città e per le Università anche per la frequenza degli studenti provenienti dagli altri Paesi oltre la Cina”.

Degrado “La questione – ha aggiunto – non è di solo ordine pubblico e di azioni di contrasto alla microcriminalità, queste ci sono e siamo grati all’Arma dei carabinieri, alla polizia di Stato e alla guardia di finanza per il quotidiano impegno. Il problema è lo stato di degrado in cui rischia di restare un’ area centrale della città che, peraltro, coincide in larga parte con la zona universitaria; degrado che rappresenta il naturale terreno di coltura per comportamenti trasgressivi e antisociali che spesso integrano reati”.

Controllo “Appartiene a quanti hanno la responsabilità di governo del territorio – ha sottolineato ancora Paciullo – assumerne i pieni doveri trasformando la conoscenza di un fenomeno in consapevolezza delle cose da fare e subito. Serve un controllo del territorio attraverso una rete di telesorveglianza, mantenuta in efficienza, serve una politica di rivitalizzazione degli spazi un tempo commerciali, attraverso interventi di incentivazione e disincentivazione di categorie merceologiche, servono azioni di contrasto relativamente a spazi di aggregazione che hanno abbassato la qualità della vita nel centro della città”.