PERUGIA- “Credo nei sogni, voglio gente che sa sognare”. Si presenta cosi Alessandro Nesta, emozionato ma convinto di questa nuova avventura sulla panchina del Perugia. “Sono qui per provare a vincere i play off, farlo è importante ma se perdi sei normale. Io non voglio essere normale e ho combattuto sempre per non esserlo.”

La squadra Sul momento della squadra il tecnico è chiaro: “Non ha senso stravolgere l’assetto attuale, anche se vorrei comunque sistemare qualcosa. Siamo in difficoltá dal punto di vista numerico, ma quelli che stanno bene per me sono i più forti del mondo e devono avere fiducia. Non lascio indietro nessuno”.

Ambiente e tifosi Nesta vuol dire Lazio e quello scudetto conquistato nel 2000 ai danni della Juventus, sconfitta al Curi. “Sono in debito con questa città che mi ha regalato una grande emozione. Mi devo sdebitare. Questo ambiente e questa curva mi hanno sempre impressionato ed essere qui è una grande occasione. Vorrei che i tifosi aiutassero questi ragazzi. Le questioni personali e i problemi vanno rimandate a fine stagione”. Sulla gara di venerdì, ultima di campionato ad Empoli, l’ex Milan ha le idee chiare: “Loro festeggeranno ma noi dobbiamo cercare i 3 punti. Vincere contro la migliore squadra del campionato ci darebbe grande fiducia”.

Santopadre In apertura il presidente Massimiliano Santopadre aveva spiegato brevemente le motivazioni di questo cambio: “Ho visto la squadra troppo spenta in queste settimane e gli occhi dei giocatori troppo bassi per poter ambire all’obiettivo che cerchiamo di raggiungere. Con Nesta si è accesa la scintilla. Ringrazio comunque Breda per il lavoro fatto e, al di là del giudizio che viene fuori dalla mia scelta, lo considero una grande persona. Forse il normalizzatore ci ha normalizzato un po troppo”.