ASSISI- Una profondissima quiete. Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi, è il titolo della mostra che apre i battenti in questo fine settimana organizzata dalla Fondazione CariPerugiaArte. Dal 18 maggio al 4 novembre, presso la sede di Palazzo Bonacquisti, sarà possibile visitare un omaggio dedicato ad uno dei protagonisti di una delle correnti più poetiche e suggestive dell’arte del Novecento, il Realismo Magico. Un percorso espositivo, curato da Vittorio Sgarbi assieme a Michele Dantini e Beatrice Avanzi attraverso oltre 130 opere tra pittura e scultura, provenienti da musei, fondazioni, istituzioni bancarie e collezioni private.

Un progetto articolato, che si sofferma sulle tappe artistiche, ma anche umane, degli autori che hanno caratterizzato la pittura italiana degli anni Venti e Trenta. Un periodo in cui, dopo il dinamismo delle avanguardie, emerge l’esigenza del ritorno all’ordine che ha attraversato l’Europa dopo gli anni delle Prima guerra mondiale e, parallelamente, si sente il bisogno di soffermarsi sulle nuove istanze metafisiche e sul valore mitico con cui si guardava alla realtà. Da qui, la nascita della corrente artistica del cosiddetto Realismo Magico, così come venne definito dallo scrittore Massimo Bontempelli in Italia e dal critico Franz Roh in Germania. All’interno di tale movimento, trovò la sua dimensione più autentica l’opera di Riccardo Francalancia, artista nato in Umbria, ad Assisi.

Una produzione artistica, dove con una forte componente lirica il paesaggio è il riferimento principale. Ne sono una testimonianza le tante vedute di borghi e campagne che si possono ammirare in mostra, alla cui origine sta, una sua particolare riscoperta che ha luogo negli anni della guerra. Paesaggi che richiamano alla dimensione domestica, accompagnata sempre dalla poesia di uno sguardo incantato; anche quando si volge alla natura, la pittura di Francalancia è da camera, da interni. Caratteristica, che è bene evidenziata in Interno melanconico e La stanza dei giochi, opere entrambi esposte nella mostra.

Assieme ai lavori di Francalancia, sono presenti a Palazzo Bonacquisti opere di altri artisti quali Giorgio De Chirico, padre dell’arte metafisica; Felice Casorati, ricercatore del valore lirico delle cose immobili; Cagnaccio di San Pietro, con le sue Madonne addolorate; Antonio Donghi, con il sua interpretazione di situazioni quotidiane, ambienti popolari, vedute cittadine; Scipione,con i suoi disegni e con i suoi verdi scoscesi massicci appenninici. Come anche di Francesco Trombadori, Mario ed Edita Broglio, Mario Mafai, Corrado Cagli, Mario Tozzi, Gisberto Ceracchini, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Renato Paresce, Fausto Pirandello, Giuseppe Capogrossi, Gianfilippo Usellini.

 

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