Capuano con ‘Il libro di Giobbe’ a Terni e a Perugia

Uno degli attori della nuova scena teatrale italiana, protagonista del nuovo lavoro di Pietro Babina ispirato all'omonimo testo biblico, per le Stagioni di Prosa del Teatro Stabile dell'Umbria

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Leonardo Capuano, protagonista de 'Il Libro di Giobbe'

TERNI- Leonardo Capuano, è l’interprete principale de Il libro di Giobbe l’inedito viaggio ispirato all’omonimo testo biblico scritto e diretto da Pietro Babina, uno dei registi italiani più aderenti al contemporaneo. Lo spettacolo, fa tappa nei teatri della nostra regione per le Stagioni di Prosa del Teatro Stabile dell’Umbria martedì 7 e mercoledì 8 novembre al Secci di Terni, e da venerdì 10 a domenica 12 novembre al Morlacchi di Perugia. Ad affiancare Leonardo Capuano, saranno Alessandro Bay Rossi, Barbara Chicchiarelli, Fabrizio Croci, Andrea Sorrentino e Giuliana Vigogna.

Un percorso, in cui Babina, ripercorre la storia di Giobbe come ispirazione per un racconto contemporaneo, riproponendo le molte questioni contenute nel testo biblico. Dall’indagine sulle ragioni del male, al valore del bene, dall’esistenza di una dimensione magica, alle relazioni fra ingiustizia e giustizia, potere e libertà.

“Chi è Giobbe? Il suo tormento è il nostro? Potrebbe esserlo? Cos’è Giobbe? Un emblema? -si chiede, e ci chiede Pietro Babina– È necessario esperire in modo identico gli eventi tragici che nel racconto originario colpiscono Giobbe per poter entrare in quello stesso tormento? Sono gli eventi che innescano la domanda metafisica o la domanda giace di già e da sempre in noi? È possibile trovare risposta a questa incessante necessità di domandare ragione dell’esistenza e della sofferenza a questa connaturata? Giobbe o meglio la sua interrogazione -conclude il regista- evoca ogni domanda sul senso dell’esistere, sia che si creda o non si creda nell’esistenza di Dio”.

Protagonista dello spettacolo, come dicevamo, Leonardo Capuano, nella parte di Giobbe, un tennista di successo che, dopo aver perso una partita per lui in modo insensato, inspiegabile, non capisce più il senso della sua vita. Lì si apre una falla. Qualcosa che aveva messo da parte e che ritorna, che riemerge.

Un lavoro, realizzato con la collaborazione del giovane drammaturgo Emanuele Aldrovandi (già insignito di importanti riconoscimenti come il Premio Hystrio Scritture di Scena 2015 e il Premio Riccione Tondelli 2013), da un regista che che ha contraddistinto il suo ventennale percorso (più volte premiato in Italia e all’estero) con una ricerca attenta sui linguaggi emergenti prodotti dalle nuove tecnologie in relazione alla drammaturgia, alla messa in scena e ai fondamenti teatrali.

 

 

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