Lavoro, allarme Cgil: “Persi 13mila posti”. L’assessore Paparelli a muso duro: “Lettura fuorviante”

Il segretario regionale Bravi: "Fuori luogo parlare di ottimismo". Ma secondo il vicepresidente della regione è colpa dei primi anni di crisi.

0
205
Un operaio metalmeccanico

TERNI – È guerra intorno ai dati Istat e Inps sul lavoro in Umbria. Secondo la ricostruzione della Cgil, presentata ieri, in Umbria dal 2008 al 2016 si sono persi 13 mila posti, di cui 4 mila nella provincia di Terni (tutti nel manifatturiero), mentre solo il 19% delle nuove assunzioni è a tempo indeterminato, contro una media nazionale del 26%.
“Purtroppo, i numeri confermano che parlare di ripresa e dispensare ottimismo sulla situazione economica e occupazionale dell’Umbria appare quanto mai fuori luogo”, hanno detto nel corso della conferenza stampa tenuta presso la sede ternana del sindacato, Mario Bravi, presidente dell’Ires Cgil regionale, e Attilio Romanelli, segretario generale della Camera del Lavoro di Terni. Secondo la Cgil l’opportunità offerta dal riconoscimento di Terni-Narni come area di crisi complessa è fondamentale, come sarà fondamentale “una cabina di regia dalle istituzioni”.

La replica L’assessore allo Sviluppo economico e vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli però non ci sta: “Una lettura dei dati che manifesta un approccio ideologico e non corrispondente al vero”. Secondo Paparelli infatti, il calo è da legare ai primi 7 anni di crisi, mentre dal 2015 in poi, “abbiamo registrato performance positive sia in ambito occupazionale, sia nel Pil, sia nei consumi delle famiglie”. L’assessore ha bollato la polemica come “poco comprensibile”. Di seguito l’intervista integrale a Umbria Radio.