‘Fa’ la cosa giusta!’: da scommessa ad evento atteso

Bilancio positivo per la manifestazione, svoltasi dal 6 all'8 ottobre. Dopo quattro anni i numeri parlano chiaro: la sostenibilità ha trovato casa in Umbria, dicono gli organizzatori

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L'interno del Centro Umbriafiere di Bastia Umbra, durante la tre giorni di 'Fa la Cosa Giusta!'

BASTIA UMBRA (PG)- Quattro anni fa era un’ambizione, adesso è una certezza. Fa’ la cosa giusta! Umbria, il salone dedicato al consumo consapevole e agli stili di vita sostenibili, svoltosi dal 6 all’8 ottobre al Centro Umbriafiere di Bastia Umbra, si conferma come l’evento di riferimento per l’Umbria e il Centro Italia del settore. In tre giorni sono state confermate le 13.000 presenze della scorsa edizione. Un percorso nato grazie alla volontà di Terre di mezzo, la casa editrice ideatrice del format, che organizza da quindici anni la fiera nazionale a Milano; Fair Lab e l’Associazione Il Colibrì, le realtà umbre che hanno portato questa formula nella nostra regione e Umbriafiere, partner fondamentale, che ha creduto sin dall’inizio in questo nuovo modello di fiera. Una manifestazione corale organizzata e costruita anche grazie al coinvolgimento di espositori, associazioni e realtà della società civile regionale che assieme agli organizzatori contribuiscono a creare percorsi di innovazione e partecipazione, mettendo in campo competenze e contenuti sui diversi aspetti del vivere sostenibile. Il tutto sotto la supervisione scientifica dell’Arpa Umbria e con il coinvolgimento della Regione Umbria, in particolare con gli assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura e alla Sanità. Fondamentali sono risultati anche in questa edizione i soggetti privati che hanno sostenuto Fa’ la cosa giusta! investendo risorse nel territorio umbro, tra cui Novamont, MATER-BI e Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, Minimetrò, Vus – Valle Umbra Servizi.

“Siamo soddisfatti dei numeri registrati e dei feedback ricevuti da imprese e produttori -spiegano gli organizzatori di Fa’ la cosa giusta!– siamo altrettanto contenti di essere riusciti a dimostrare la bontà di una formula che tiene insieme contenuti e proposta commerciale”.

Fa’ la cosa giusta! Umbria, infatti, si caratterizza per l’unicità della sua proposta: uno spazio, commerciale e culturale, dove il pubblico ha potuto trovare il meglio dei prodotti per uno stile di vita sostenibile e partecipare ai numerosi eventi del programma culturale.

“Il grande afflusso di pubblico ha dimostrato la crescita di una manifestazione che oltre alla qualità espositiva ha presentato iniziative e incontri di alto interesse culturale -dice con soddisfazione il presidente di Umbriafiere, Lazzaro Bogliari– Ci tengo a ribadire che gli eventi che accoglie il centro fieristico devono avere alcune caratteristiche: presentare progetti innovativi, puntare sulla qualità espositiva, promuovere la conoscenza e quindi creare un interesse per il visitatore. Tutte caratteristiche che Fa’ la cosa giusta! Umbria ha nel suo Dna. Questa fiera -conclude- è diventata a pieno titolo un evento di punta del calendario annuale di Umbriafiere“.

“Siamo davvero soddisfatti di tutto quanto siamo riusciti a realizzare a Bastia Umbra nella tre giorni di Fa’ la cosa giusta! -ribadiscono ancora gli organizzatori- Sia per quanto riguarda i contenuti culturali, sia rispetto alla quantità e qualità degli espositori, che arrivano ormai da tutta la Penisola qui in Umbria. In questa quarta edizione ci siamo, tuttavia, trovati ad affrontare situazioni che ci hanno messo in seria difficoltà, con partner ed espositori e che dovrebbero trovare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali. Ci riferiamo in particolare alla questione della imposta comunale sulla pubblicità, che il Comune di Bastia Umbra, tramite il concessionario del servizio di riscossione, applica anche all’interno dei padiglioni di Umbriafiere e in forza di una interpretazione del concetto di pubblicità estremamente ampio, viene applicata anche gli strumenti di comunicazione utilizzati da soggetti senza alcun fine di lucro: associazioni ambientaliste e di solidarietà sociale, organizzazioni non governative per la cooperazione internazionale, associazioni per la difesa dei diritti civili, fino alle cooperative sociali per l’inserimento lavorativo dei soggetti disagiati e l’assistenza ai portatori di handicap. Ed ancora: sono state ritenute tassabili le indicazioni di carattere chiaramente informativo, quali i cartelli posti all’interno del quartiere fieristico, che indicano l’ingresso della manifestazione e l’ubicazione della biglietteria, valutate ancora una volta al pari di pubblicità di prodotti. Noi siamo per il rispetto delle regole, ma ci sembra che questo tipo di atteggiamento sia davvero sordo e incomprensibile, finanche vessatorio. Anche il tentativo di un confronto preventivo sul tema è stato totalmente inutile. A queste condizioni non è possibile lavorare con la necessaria serenità. Sosteniamo quindi convintamente -concludono- la proposta, già avanzata da Umbriafiere spa di apertura di un tavolo di confronto tra i soggetti organizzatori di eventi fierisitici e istituzione locale, con la speranza che si possa trovare una soluzione soddisfacente, in mancanza della quale dovremo valutare la possibilità stessa di continuare questa esperienza a Bastia Umbra“.

 

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