‘Il Giuramento’, arriva in scena nei teatri dell’Umbria

Il testo scritto da Claudio Fava, da giovedì 1 a domenica 11 febbraio, fa tappa a Terni, Città di Castello, Foligno, Spoleto ed Amelia per le Stagioni di Prosa organizzate dal TSU

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David Coco, interprete de 'Il Giuramento' in scena per le Stagioni del TSU

TERNI- Il Giuramento, è il testo scritto da Claudio Fava dedicato alla vicenda di Mario Carrara, il docente universitario che nel 1931 scelse di non aderire al Fascismo. Nell’allestimento curato dal regista Ninni Bruschetta, arriva in questi giorni nei teatri della nostra regione per le stagioni di prosa organizzate dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Il Giuramento, farà tappa al Secci di Terni giovedì 1 e venerdì 2 febbraio, al Teatro degli Illuminati di Città di Castello domenica 4 febbraio, al Politeama Clarici di Foligno mercoledì 7 febbraio, al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto venerdì 9 febbraio e al Teatro Sociale di Amelia domenica 11 febbraio. Ne sono interpreti, David Coco, Stefania Ugomari Di Blas, Antonio Alveario, Simone Luglio, Liborio Natali, Pietro Casano, Federico Fiorenza, Luca Iacono, Alessandro Romano.

Nel 1931 il regime fascista, impose a tutti i professori universitari un giuramento di fedeltà al Duce. Giurarono in 1238. Solo in dodici si rifiutarono, eroi per caso di un’Italia civile a cui era rimasta solo quell’estrema decenza: il coraggio di dire di no. Mario Carrara, fu uno di quelli.

Medico legale in un tempo abituato a censire gli uomini e le anime con la fredda geometria insegnata da Lombroso: le misure della fronte, del cranio, delle ossa… L’università insegna già a catalogare i segni e i sospetti sulle razze, il sapere è intriso conformismo, le carriere si fanno con la tessera del partito cucita in tasca, gli studenti indossano le camicie nere anche a lezione. Carrara, no. Del fascismo ha un ripudio estetico più che ideologico. Gli sembrano ridicole quelle camicie nere inamidate e il pugnaletto ai fianchi dei ragazzi, gli vengono a noia le orazioni patriottiche di certi suoi colleghi, il modo in cui a lezione hanno tutti smarrito il gusto del dubbio. Non gli piace vivere intruppato, travestirsi, esibirsi.

“Per questo ho scelto proprio Mario Carrara -spiega Claudio Fava, autore de Il Giuramento– tra i dodici professori che rimasero con la schiena dritta davanti all’assurda imposizione del regime, naturalmente ricorrendo anche alla fantasia per sostenere il racconto, modificando giocoforza molti dettagli in favore della costruzione di un personaggio altamente simbolico che fosse in grado di rappresentare il gesto di tutti quei dodici poco conosciuti eroi”.

 

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