Elezioni, sul risultato un possibile scenario da Brexit

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Un seggio elettorale

*Marzio Vaccari

La tornata elettorale appena trascorsa ha dato conto di una sconfitta, molto pesante, del Pd ed in particolare del centrosinistra.

Stante la perdita di consenso da parte del Pd, sia in percentuale che in valore assoluto, l’analisi numerica ci dice che i consensi non si sono spostati sui partiti della stessa coalizione, nessuno dei quali ha raggiunto il 3% e quindi non partecipato alla ripartizione proporzionale. Ne, è evidente, si sono spostati sul nuovo soggetto della sinistra che ha anch’esso ottenuto un risultato modesto.

Senza avere la palla di cristallo è facile comprendere che molti dei voti potenziali del centro sinistra si siano spostati sul Movimento 5 Stelle e, in parte, sulla Lega.

Ma alla luce del risultato elettorale, soprattutto delle reazioni esterne al nostro paese, si potrebbe insinuare (e da alcune reazioni sembra essere già accaduto), almeno in una parte di questo elettorato, una forma di pentimento sul genere Brexit, cioè tipo il  pentimento degli inglesi i quali, dopo aver votato per l’uscita dall’Europa, erano pronti a cambiare opinione fin dal giorno successivo. Ed è per questo che è potenzialmente possibile che le prossime elezioni amministrative in Umbria portino a risultati diametralmente opposti rispetto a quelli dell’altro giorno. Ma ciò non potrà essere sufficiente, poichè questo momento, il primo di vera, assoluta, difficoltà, appare essere un esame di laurea politica per il Pd e per il centrosinistra in genere.

E’ chiaro che, in ogni caso, ciò non potrà prescindere da un elemento fondamentale che il centrosinistra ha spesso trascurato in questi ultimi anni, cioè la scelta di una classe dirigente adeguata, preparata, a cui la gente sia disposta a concedere la propria fiducia. Se, facendo tesoro della lezione, il centro sinistra saprà sfruttare la sua maggiore organizzazione e strutturazione,  formare  liste locali credibili, fatte di persone che stanno sul territorio e che lavorano per il territorio, l’elettorato dissenziente che è emigrato verso altri lidi non in forma strutturale, ma per evidenziare uno stato di disagio, potrebbe far ritorno e rovesciare il trend nazionale che abbiamo appena passato.

Se, al contrario, si concentrerà su vendette dirette o trasversali o su comportamenti diretti a scaricare le colpe su qualcun altro, forse dovremo prendere atto che il Pd non esiste più.

Anzi, forse, che non è mai esistito.

*Ex segretario provinciale di Perugia del Ppi

 

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