PERUGIA – “Voglio rivolgere a tutti i candidati un invito a riflettere sulla natura della vocazione politica. Perché di questo si tratta: una vocazione, una missione e non un trampolino di lancio verso il potere”. Le parole sono del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, pronunciate lunedì nella prolusione al Consiglio episcopale permanente.

 

Paure Il presidente della Cei, sempre parlando delle prossime elezioni, in vista delle quali bisogna “superare ogni motivo di sfiducia e di disaffezione per partecipare alle urne con senso di responsabilità”, invita i partiti alla sobrietà. “Una sobrietà nelle parole e nei comportamenti. La campagna elettorale sta rendendo serrato il dibattito, ma non si può comunque scordare quanto rimanga immorale lanciare promesse che già si sa di non riuscire a mantenere”. “Altrettanto immorale è speculare sulle paure della gente: al riguardo, bisogna essere coscienti che quando si soffia sul fuoco le scintille possono volare lontano e infiammare la casa comune, la casa di tutti”, sottolinea. Bassetti richiama i politici anche verso «la ricerca sincera del bene comune. Non a parole ma con i fatti. Per il futuro del paese e dell’intera sua popolazione, da Nord a Sud, occorre mettere da parte le vecchie pastoie ideologiche del Novecento e abitare questo tempo con occhi sapienti e nuovi propositi di ricostruzione del tessuto sociale ed economico dell’Italia.

Vita Il cardinale ha chiesto poi di avere “cura, senza intermittenza, dei poveri e della difesa della vita. Sono due temi speculari, due facce della stessa medaglia, due campi complementari e non scindibili. Non è in alcun modo giustificabile chiudere gli occhi su un aspetto e considerare una parte come il tutto”, sottolinea. “Un bambino nel grembo materno e un clochard, un migrante e una schiava della prostituzione hanno la stessa necessità di essere difesi nella loro incalpestabile dignità personale. E di essere liberati dalla schiavitù del commercio del corpo umano, dall’affermazione di una tecnoscienza pervasiva e dalla diffusione di una mentalità nichilista e consumista. Lo dico anche a riguardo delle Dat: ci preoccupa la salvaguardia della speciale relazione tra paziente e medico, la giusta proporzionalità delle cure – che non deve mai dar luogo alla cultura dello scarto -, la possibilità di salvaguardare l’obiezione di coscienza del singolo medico e di evitare il rischio di ‘aziendalismo’ per gli ospedali cattolici”.

 

Razza A non piacere al presule sono poi state le parole del candidato della Lega alla presidenza della Lombardia: “Bisogna reagire – spiega Bassetti – a una cultura della paura che, seppur in taluni casi comprensibile, non può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente. Non è chiudendo che si migliora la situazione del paese». In vista del voto Bassetti ci tiene poi a sottolineare che «la Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politici, per noi dialogare significa, invece, cercare il bene comune per tutti”.

Lavoro Nella prolusione il cardinale non dimentica poi un tema su cui è tornato numerose volte, ovvero quello del lavoro: “Per la Chiesa – ha detto – è una delle priorità irrinunciabili. Creare lavoro, combattere la precarietà e rendere compatibile il tempo di lavoro con il tempo degli affetti e del riposo. Il lavoro è dunque una priorità ma è soprattutto una vera emergenza sociale. Un’emergenza resa ancora più impellente dai dati relativi alla disoccupazione giovanile”. Immancabile ovviamente anche un riferimento alle famiglie, che sono “il motore sociale del paese:è urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane”.