Economia umbra, nuova battuta d’arresto per le piccole imprese

Lo mette in evidenza uno studio di Unioncamere Umbria sull’andamento dell’ economia nella regione nel primo trimestre dell’ anno

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Un'impresa artigiana

PERUGIA –  Arrivano segnali positivi dall’indagine congiunturale di Unioncamere Umbria sull’ andamento dell’ economia nella regione nel primo trimestre dell’ anno. Resta positivo il confronto tendenziale rispetto allo fine del 2017, cosi’ come ordinativi totali, interni e occupazione, mentre si registra una nuova battuta d’ arresto per le microimprese, l’ artigianato e il commercio.

Performance Nella regione sono le industrie elettriche quelle che presentano l’andamento migliore registrando solo variazioni positive, seguono quelle dei metalli e industrie del legno. Le variazioni negative piu’ numerose, invece, attengono alle industrie tessili e chimiche. Le performance migliori sono quelle delle grandi imprese (oltre i 50 addetti), seguono le medie, che segnano il valore negativo piu’ consistente (-10,2%) nel fatturato estero rispetto al trimestre precedente.

Cautela Nel commercio, calano le vendite e gli ordinativi e crescono i prezzi di vendita. Si salvano gli ipermercati e le imprese con oltre 50 addetti. “Con l’inizio del 2018”. commenta il presidente di Unioncamere Umbria Giorgio Mencaroni, “al di la’di alcuni segnali positivi per il manifatturiero e per le medie-grandi imprese, permangono criticita’ importanti per le micro imprese, per le artigiane e per il commercio che nella nostra regione sconta da troppo tempo una crisi da cui si fatica ad uscire. Gli imprenditori rimangono cauti sulle loro giudizi sulle previsioni future e come abbiamo riscontrato nella precedente indagine non programmano investimenti, tantomeno quelli legati al piano governativo impresa 4.0. Occorre, quindi”, conclude Mencaroni, “dare nuovo impulso e sostegno al tessuto economico regionale e il sistema camerale sara’ in prima linea nel rilancio competitivo delle piccole e delle micro imprese”.

Numeri Sono 94 mila le imprese registrate in Umbria nel primo trimestre dell’ anno, l’ 84,8% delle quali (79.754) attive, una percentuale leggermente maggiore di quella nazionale e superiore di 4 punti all’ 80,6% del totale regioni centrali. Lo rileva il ‘cruscotto statistico’ di Unioncamere Umbria riferito al I trimestre 2018. Rispetto a fine 2017. l’ Umbria segna una variazione negativa dello 0,6%. A marzo dell’ anno scorso erano 94.220 le imprese registrate: il calo rispetto all’ anno scorso e’ , quindi, pari allo 0,2%. Nei primi 3 mesi 2018 sono state 1.490 le nuove iscrizioni, il 10,2% in meno rispetto al primo trimestre 2017: in Italia il calo e’ del 2,3%.

Cancellazioni Diminuiscono anche le cancellazioni totali, che ammontano a 2.022 (-33,3% rispetto allo scorso anno, mentre a livello nazionale calano ma solo del 3,5%). Risultano in aumento gli addetti totali delle imprese umbre che arrivano a 230.625 con una crescita dell’ 1,3% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Regioni A livello congiunturale poche sono le regioni che segnano un aumento delle imprese registrate (solo Lazio e Sicilia e appena dello 0,1%) e anche a livello nazionale la perdita e’ dello 0,2%. A livello tendenziale, invece, sono molte le regioni con una crescita delle imprese registrate. Anche a livello nazionale e di regioni centrali si segnalano rispettivamente un +0,3% e un +0,5%. Con il 23,4% delle imprese registrate, in Umbria e’ il commercio il settore piu’ rappresentato. Seguono con il 17,9% l’ agricoltura e con il 13,2% le costruzioni. Anche a livello nazionale sono i menzionati i tre settori piu’ importanti, anche se la percentuale dell’ agricoltura per il totale regioni e’ minore a favore principalmente del commercio (nell’ ordine 12,3% e 25,2%).