Debutta al Teatro Morlacchi di Perugia ‘Two Islands’

In prima esecuzione, il progetto che vede l'inedita collaborazione tra il trombettista Paolo Fresu e il violoncellista Giovanni Sollima, accompagnati dalla Orchestra da Camera di Perugia

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Paolo Fresu e Giovanni Sollima, protagonisti assieme all'Orchestra da Camera di Perugia di 'Two Islands'

PERUGIA- C’è attesa per il concerto in programma questa domenica 22 aprile, alle ore 20.30, al Teatro Morlacchi dedicato a Two Islands l’incontro tra Paolo Fresu alla tromba e al filocorno e Giovanni Sollima al violoncello, accompagnati dalla Orchestra da Camera di Perugia. Un progetto inedito tra due musicisti dinamici, realizzato grazie alla collaborazione tra la Fondazione Perugia Musica Classica ed Umbria Jazz, inserito nel cartellone della Stagione 2017-2018 degli Amici della Musica del capoluogo umbro.

Two Islands, parte dall’incontro di due isole, la Sardegna e la Sicilia, terre d’origine dei due solisti; due crocevia, porti di approdo da millenni, terre alle quali sono radicati in modo viscerale. Miti, leggende, ritualità e tradizioni che si intrecciano in modo inestricabile con gli elementi e con la natura: l’acqua che scorre per Paolo Fresu e l’albero dal quale nasce la voce del suo strumento per Giovanni Sollima. Tra i due, incontro sollecitato dall’Orchestra da Camera di Perugia, che si è esibita con ambedue negli ultimi diciotto mesi.

Ancora non è dato sapere, come si articolerà il concerto, se ci sarà un confronto diretto, un dialogo movimentato tra i due strumentisti. Una cosa è, però, certa : senz’altro, il pubblico assisterà ad un incontro musicale senza barriere tra improvvisazioni spontanee, diverse ogni volta, senza ripetersi mai. Two Islands, è quindi un progetto tra due personalità, solo apparentemente diverse e distanti, il jazz e la musica classica.

Da una parte Paolo Fresu, un artista capace di condurre una crescita stilistica partita dalla banda del suo paese alla scoperta del jazz, fino alle mille collaborazioni e i maggiori premi internazionali, mettendo insieme l’amore per la campagna sarda e e piccole cose e Parigi, che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua terra nella più preziosa e libera delle arti. Dentro il suono della sua tromba, la profondità e la generosità di un pensiero non solo musicale, sorretta da un’ inesauribile passione.

Dall’altra, Giovanni Sollima virtuoso del violoncello e compositore fuori dal comune, per il quale suonare non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo. Questo, grazie all’empatia che instaura con lo strumento, attraverso una musica unica nel suo genere. Il suo è un pubblico variegato e trasversale: dagli estimatori di musica colta ai giovani appassionati di rock. In veste di solista, o con diversi gruppi strumentali, esegue le sue composizioni in tutto il mondo in sedi prestigiose, così come alla Knitting Factory di New York, o alla Notte della Taranta, di cui è stato direttore musicale nel 2013 e 2014.

 

 

 

 

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