Bilancio positivo, per la Stagione del Jazz Club Perugia

A mettere il sigillo alla rassegna, l'ultimo applaudito concerto che ha visto protagonista il Quartetto della giovane bassista di origine malese Linda Oh, lo scorso venerdì 23 marzo

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La sassofonista Melissa Aldana, durante il suo concerto per il Jazz Club Perugia

PERUGIA- Il Jazz Club Perugia, manda in archivio la Stagione 2017-2018. A chiudere il cartellone, è stato lo scorso venerdì 23 marzo l’ultimo applaudito appuntamento che ha visto protagonista il Linda Oh Quartet. La giovane bassista di origine malese, rivelatasi al grande pubblico nel tour mondiale del chitarrista Pat Metheny, che lo scorso anno ha fatto tappa anche ad Assisi (in un concerto a favore dei terremotati dell’Umbria), sul palco della Sala Raffaello dell’Hotel Brufani con Greg Ward al sax, Matthew Whitaker alla chitarra  e Artur Hnatek alla batteria, non ha certamente deluso i presenti. Un quartetto, che ha dalla sua delle dinamiche precise: un gioco di incastri armonici e timbrici efficace nello sviluppo dei temi e in una gestione delle improvvisazioni, che sfrutta le inclinazioni del collettivo. Una grande versatilità, quindi, consente di affrontare repertori tra jazz e ballad, tra classica e mainstream con grande disinvoltura e proprietà di stile.

E’ stato questo, come dicevamo, l’ultimo di nove concerti che hanno caratterizzato quest’anno la Stagione del Jazz Club Perugia, che si sono susseguiti dalla metà dello scorso ottobre fino alla scorso venerdì. Appuntementi, che hanno visto protagonisti l’Eric Reed Quartet, con ospite il sax di Piero Odorici; il giovanissimo, appena sedicenne, tastierista Matthew Whitaker con il suo Trio; il Quartetto della sassofonista cilena Melissa Aldana; il Quintetto della cantante Cyrille Aimèe; il Fabrizio Bosso Quartet State of the Art; il progetto dedicato al Natale di Karima e del suo Quartetto, A Christmas Tale; lo storico Trio di Roma, Danilo ReaEnzo PietropaoliRoberto Gatto; lo Special Edition Trio di Antonio Farao’, con ospite il chitarrista belga Bireli Lagrène.

Un cartellone, all’insegna della qualità, senz’altro, per palati fini sotto la direzione artistica di Carlo Pagnotta patron di Umbria Jazz, con appuntamenti che si sono svolti in un ambiente particolare come la Sala Raffaello dell’Hotel Brufani. Una proposta gradita dal pubblico che ha partecipato ai vari concerti (381 spettatori paganti, pari ad un incasso di 7.650 euro).

 

 

 

 

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