ROMA – E’ stato un incontro considerato ‘interlocutorio’ quello che si è tenuto al ministero dello Sviluppo economico sulla questione dell’Ast di Terni dopo l’annuncio della vendita da parte di ThyssenKrupp. Il viceministro Teresa Bellanova ha comunque riconfermato la strategicità della produzione di acciaio, annunciando che il Mise si è attivato perché a un nuovo vertice, entro gennaio, siano presenti anche i vertici della multinazionale tedesca.
Alla riunione ha partecipato il vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli che ha ripercorso le vicende dello stabilimento di Terni. Ha poi ricordato l’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa che chiedeva una convocazione dei vertici di TK sulla questione della vendita. L’ad di Ast e presidente di ThyssenKrupp Italia, Massimiliano Burelli, ha detto che non esistono al momento dossier aperti sulla vendita dell’azienda, in quanto non ci sono manifestazioni di interesse per l’acquisto.  Burelli ha comunque spiegato che se si apriranno delle trattative non potranno essere rese note fino alla loro conclusione, essendo il gruppo quotato in Borsa. L’ incontro era stato chiesto da istituzioni locali e sindacati per avere chiarimenti sul futuro del sito. Vi hanno preso parte anche il dirigente del ministero Giampietro Castano, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e i rappresentanti nazionali e locali di Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Usb.

Risultati Il vertice del Mise è stata anche l’occasione per presentare i risultati dell’Ast: l’anno fiscale appena concluso porta 87 milioni di utile e quasi un miliardo e 700 milioni di fatturato. Gli investimenti sono aumentati a 58,2 milioni. Secondo l’azienda, quello concluso è “un anno in cui Acciai speciali Terni ha affrontato sfide e cambiamenti significativi, all’interno di quella che è stata una vera e propria trasformazione della fabbrica”. L’ utile conferma che la strategia è giusta, che il riposizionamento di Ast sul mercato globale sta portando i suoi frutti. “Numeri – si legge nella nota dell’Ast – raggiunti migliorando la produttività, intervenendo sulle inefficienze e mettendo fine a un lungo periodo di pratiche fraudolente”. Per recuperare tutte le perdite del passato sarà necessario almeno un altro triennio positivo.