ASSISI – “Chiamare a raccolta le forze civili dell’Europa e convocare persone e governi capaci di rinunciare a interessi particolaristici, privilegi e miopi esercizi di sovranità” per un orizzonte di unità che sappia valorizzare le differenze e perseguire un destino di pace e di sviluppo”. Lo ha chiesto il custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, alla cancelliera tedesca Angela Merkel, consegnandole la Lampada della Pace con la fiamma che promana dalla tomba di San Francesco per la sua opera a favore della “pacifica convivenza dei popoli”. Padre Gambetti si è detto convinto che “le grandi sfide che sono davanti a noi – la globalizzazione dei mercati, il grido della Terra, le disuguaglianze economiche e sociali, le migrazioni epocali e gli spettri della xenofobia – devono catapultarci in un’audace avventura per la costruzione di una nuova Europa e di un mondo nuovo, più fraterno”. Il Custode ha ricordato anche “quanti vivono il programma Erasmus”. E quindi esperienze di “integrazione, superamento dei confini, convivenza pacifica”. “Belli i nostri giovani! Tuttavia abbiamo davanti a noi grandi sfide”. “Lei e il suo Paese – ha detto rivolgendosi a Merkel – avete la responsabilità e il dovere di imprimere un movimento di crescita per il bene del mondo intero”.

“Per me un grande onore ricevere la Lampada della pace dal presidente Santos, però anche un impegno. Francesco è il santo più famoso della chiesa cattolica, che come giovane festeggiò la vita, per poi fare un cambiamento radicale per seguire Cristo. Si è rivolto agli uomini, indipendentemente dalla loro origine. Ha sfatato i tabù della società, abbracciando gli altri”. Con queste parole la cancelliera tedesca Angela Merkel ha accolto con queste parole la Lampada della pace 2018 nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Un discorso di circa 10 minuti con cui ha preso l’impegno di onorare questo riconoscimento. “L’Italia sta attraversando una fase politica impegnativa su cui non mi esprimerò. Data la sua vicinanza alla Libia – ha sottolineato  – l’ Italia affronta “la sfida dei rifugiati africani. Se vogliamo creare la pace non dobbiamo pensare solo al nostro benessere. Noi abbiamo il grande compito di occuparci insieme ai nostri vicini di una ricerca di una soluzione”.

 Arrivo Merkel è stata accolta dal custode del Sacro convento padre Mauro Gambetti e dal presidente colombiano Juan Manuel Santos, in Umbria già da venerdì pomeriggio, che era arrivato dieci minuti prima e aveva salutato alcuni bambini appena sceso dalla macchina. Dopo essersi recata nella tomba di San Francesco in Basilica inferiore, è entrata nella Basilica superiore. Nel corso della mattinata è arrivato anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue, Romano Prodi. Presente, tra le personalità, anche il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti.

 

Premiazione La cerimonia è iniziata con un concerto della cappella musicale della basilica di san Francesco, guidata da padre Magrino. Subito dopo c’è stato il saluto del custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, il saluto del presidente Santos, e infine dopo la consegna della Lampada della pace, l’intervento della cancelliera Merkel. Tra i vari temi toccati, anche la situazione italiana.

Immigrazione “L’Italia – ha detto – è stato una dei paesi fondatori dell’Ue, per questo da qui bisogna partire per costruire la pace. Un Paese da solo non ce la può fare”. E ha aggiunto: “l’Italia sta attraversando una fase politica impegnativa su cui non mi esprimerò”. La cancelliera ha parlato del problema immigrazione. “Se vogliamo la pace non dobbiamo pensare solo al nostro benessere – ha sottolineato -. Abbiamo il grande compito di occuparci di una soluzione al problema tutti insieme”.

Crisi Merkel ha parlato delle principali crisi internazionali. “Con la decisione di Trump di uscire dall’accordo sull’Iran la situazione è diventata più tesa. Seguiamo cosa avviene tra Iran e Israele con attenzione tenendo conto che la sicurezza di Israele fa parte della ragione di Stato della Germania”. Sulla Siria “dovremo impegnarci tanto, queste persone hanno bisogno di una luce di speranza”.

Santos “Lei, cara cancelliera, rappresenti quei principi che dovrebbero servire come antidoti in un mondo in cui i fantasmi del nazionalismo, del fondamentalismo, del razzismo, del populismo e dell’ intolleranza sorgono con pericoloso vigore”, ha dichiarato, rivolgendosi a Angela Merkel, il presidente della Colombia e premio Nobel per la pace Juan Manuel Santos durante la cerimonia di consegna della ‘ Lampada della pace’. Santos, nel suo discorso, ha citato valori come lo spirito di “solidarietà e altruismo” e la difesa “dell’ eredità della convivenza e della pace nell’ Unione europea”. “Per chiunque segua l’ esempio di Cristo, è chiaro che la dignità dell’ essere umano è al di sopra di ogni altra considerazione. Il potere deve essere esercitato da questa prospettiva”, ha aggiunto Santos, secondo il quale “ciò è stato compreso dalla cancelliera tedesca Merkel, che lo ha messo in pratica nella sua vita pubblica, con decisioni giuste e non sempre popolari, come quelle prese per rispondere alla crisi umanitaria dei migranti”.

Gentiloni “Grazie per la collaborazione che c’ è stata tra i nostri Paesi in questo periodo. Mi auguro che la collaborazione tra Italia e Germania possa continuare, nell’ interesse dei nostri due grandi Paesi”, ha dichiarato il premier Paolo Gentiloni sottolineando di voler cogliere una delle sue ultime apparizioni pubbliche da premier per ringraziare Angela Merkel.

Giornata storica “E’ stata una giornata storica, una pietra miliare che segna un dialogo efficace tra il Nord e il Sud del mondo, che ha posto nelle agende dei nostri governanti e dell’opinione pubblica la necessità della collaborazione tra Stati, tra persone”, con queste parole il direttore della Sala stampa del Sacro convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, commenta la visita di ieri nella città di San Francesco della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, e del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
La comunità francescana del Sacro convento ringrazia – in una nota – “le forze dell’ordine e tutti coloro che, a vario titolo, hanno reso un servizio per la sicurezza e la riuscita di una giornata storica. Un servizio reso con efficienza e discrezione”. “Tutto è andato nel migliore dei modi, e anche Fratello Sole – dice padre Fortunato – ha dato il suo prezioso contributo”.