ROMA – “Con la firma di oggi sanciamo un patto che guarda al futuro dell’ area di Terni e Narni investendo sullo sviluppo generale di tutto il territorio e sull’ occupazione, con la più importante dotazione di risorse pubbliche finora mai messa a disposizione, per far ripartire una nuova stagione di rilancio economico e sociale”. È quanto afferma il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, al termine della sottoscrizione dell’ Accordo di programma per l’ attuazione del “Prri”, il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’Area di crisi industriale complessa di TerniNarni avvenuta oggi a Roma, nella sede del ministero allo Sviluppo economico, da parte della viceministro, dello stesso vicepresidente della Regione Umbria, del commissario del Comune di Terni, del sindaco di Narni e dei rappresentanti dei ministeri

Fase operativa “Si entra nella fase operativa – sottolinea il vicepresidente della Regione – del progetto di riqualificazione e riconversione industriale di quest’ area, fra quelle a maggior vocazione manifatturiera in Italia, che abbiamo definito e condiviso con la piena collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e che fa leva sul rafforzamento del sistema locale e imprenditoriale delle piccole e medie imprese nell’ ottica della manifattura intelligente 4.0, la realizzazione delle infrastrutture, sulla ricerca e sullo sviluppo della chimica verde, il risanamento ambientale”.

38 milioni “Da parte sua, la Regione Umbria – ricorda – mette a disposizione per questa sfida oltre 38 milioni e 800mila di euro, ai quali si aggiungono circa 10 milioni per la piastra logistica TerniNarni e 3 milioni per la bretella San Carlo. Oltre a queste risorse il Governo ha già garantito altri 20 milioni relativi alla legge 181/89; sono previsti poi 10 milioni per il programma Alcantara. Altre risorse aggiuntive saranno messe a disposizione, come prevede l’ Accordo di programma, dai Ministeri delle Infrastrutture e trasporti, dell’ Ambiente e dell’ Istruzione, Università e ricerca. Ci sono tutte le condizioni – conclude il vicepresidente della Regione Umbria – per affrontare e risolvere le criticità che negli ultimi anni sono state causate dalla crisi economica e industriale che ha colpito il territorio e scrivere una nuova pagina positiva, a beneficio dell’ intero sistema economico e sociale dell’ Umbria“.

Obiettivo L’Accordo di Programma per l’ attuazione del “Prri”, il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’ Area di crisi industriale complessa di TerniNarni, che è stato sottoscritto oggi regola il procedimento, gli impegni e le attività dei sottoscrittori per il raggiungimento degli obiettivi di rilancio e di sviluppo industriale dell’ area di crisi industriale complessa.

Zone Lo scopo è di favorire la massima compatibilità dei procedimenti amministrativi con gli obiettivi e i tempi di attuazione dell’ intervento di riconversione e riqualificazione dell’ area del territorio del SLL (Sistema locale del lavoro) di Terni, che comprende i Comuni di Acquasparta, Amelia, Arrone, Avigliano Umbro, Calvi Dell’ Umbria, Ferentillo, Giove, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montefranco, Narni, Otricoli, Penna in Teverina, Polino, San Gemini, Stroncone, Terni, Avigliano Umbro.

Aziende Per l’ elaborazione del Prri il Gruppo di coordinamento e controllo istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito i seguenti indirizzi strategici: consolidamento delle produzioni e della ricerca nel settore della chimica verde; incentivazione delle aziende resilienti e di quelle della filiera metallurgica e agroalimentare a promuovere processi di manifattura intelligente in linea con le strategie nazionali di sviluppo digitale industria 4.0; riqualificazione energetica ed ambientale (secondo i princìpi della economia circolare e gli obiettivi comunitari di sostenibilità ambientale dello sviluppo produttivo); orientare e sostenere le PMI del manifatturiero verso specializzazioni a maggiore valore aggiunto, migliorando la compatibilità ambientale delle attività produttive; agevolare il reimpiego e la riqualificazione dei lavoratori appartenenti ad uno specifico bacino occupazionale; promuovere azioni formative e scientifiche a supporto dell’ imprenditoria locale, coinvolgendo il Polo Scientifico Didattico di Terni e altri enti formativi; potenziare l’ infrastrutturazione digitale e logistica delle aree industriali.

Occupazione A conclusione, il 4 agosto scorso, della “Call” Invitalia ci sono state 212 manifestazioni di interesse per un totale di 612,5 milioni di euro di investimenti e una previsione di incremento di 2mila 131 addetti. I progetti presentati si riferiscono ad una vasta gamma di ambiti settoriali. È il settore manifatturiero ad assorbire il 61% degli investimenti e il 44% dell’ occupazione prevista, anche se gli investimenti per R&S sono significativi: 44 manifestazioni per un totale di oltre 65 milioni di euro. Le proposte di investimento nei settori manifatturiero, turismo e servizi alle imprese sono 128 e raccolgono il 76% delle risorse totali (oltre 467 milioni di euro).

Dimensioni Di esse circa il 65% riguarda progetti di piccole dimensioni (sotto la soglia di 1,5 milioni di euro), mentre nella soglia compresa tra 1 milione e mezzo e 20 milioni di euro le proposte che potenzialmente rientrano nel campo di applicazione della L.181/89 sono 39, per un valore totale di investimenti pari a 190 mln di euro e di 519 addetti incrementali. Sopra la soglia dei 20 milioni di euro sono pervenute 4 proposte di investimento, per oltre 245 milioni di euro di investimenti e 400 addetti.

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