Anche l’Umbria aderisce alla ‘Giornata Fai d’Autunno’

Saranno trentuno i beni aperti e sette gli itinerari tematici nella nostra regione, nell'iniziativa in programma questa domenica 15 ottobre, a cura dei Gruppi FAI Giovani

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Torre Strozzi, uno dei beni aperti in Umbria nella 'Giornata FAI d'Autunno'

PERUGIA- Soffermare l’attenzione sulla piazza che attraversiamo per andare al lavoro, o conoscere come vivevano i proprietari dell’elegante villa che scorgiamo dal balcone di casa. Sono modi diversi di scoprire la nostra città da punti di vista nuovi e il FAI – Fondo Ambiente Italiano ci invita a rinnovare il nostro sguardo sull’Italia partecipando, questa domenica 15 ottobre, alla Giornata FAI d’Autunno, realizzata dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi Ricordiamoci di salvare l’Italia, attiva dal 1 al 31 ottobre. Per l’occasione, nella nostra regione saranno i nove gruppi-delegazioni FAI coinvolte, con oltre duecento volontari e oltre cinquecento apprendisti ciceroni, che accompagneranno gli umbri alla scoperta di luoghi inaccessibili o poco valorizzati, legati da una tematica comune -la musica, le tradizioni artigiane, il panorama urbano dall’alto…-   raccontati dallo spirito entusiasta dei giovani.

Sette itinerari tematici legheranno quest’anno in Umbria la Giornata FAI d’Autunno, come un fil rouge da seguire liberamente, attraverso l’apertura di trentuno beni tra palazzi, chiese, botteghe artigiane, archivi, architetture industriali in trasformazione, ma anche interi quartieri e borghi.

Tra le varie aperture previste, da segnalare, senz’altro, a Perugia il Castello di Ramazzano, risalente al XII secolo, fu costruito dalla famiglia dei Ramazzani, a cui si crede sia appartenuto dal 1097 fino alla fine del Cinquecento. Il castello conserva ancora gran parte dello sviluppo murario originale, merlato in stile guelfo, una torre quadrata, un’ampia corte interna con pozzo comunicante con i sotterranei, e appartamenti con stanze affrescate; Torre Strozzi, avamposto militare fortificato risalente al XIII secolo, ubicato nelle vicinanze del fiume Tevere (un tempo navigabile)  in una zona strategica e storicamente importante, tra lo Stato Pontificio, Gubbio, Perugia, Città di Castello e la Toscana. Nei pressi passava anche l’antica strada di pellegrinaggio che collegava Assisi a Chiusi della Verna. Oggi la Torre, di ampie dimensioni, presenta una pianta quadrata e si sviluppa su quattro piani; Civitella d’Arna, fondata dagli Umbri, fu importante città sotto gli Etruschi ed i Romani, divenendo anche sede vescovile nel VI secolo. Solo nel XIII secolo si ebbe una rinascita, quando venne ultimata la costruzione del castello di Civitella d’Arna, iniziato quasi due secoli prima e fondato sulle mura di antiche cisterne romane, di cui è possibile osservare i resti (il bastione di ingresso ed un arco del XIV secolo). Nella cinta esterna, sono ancor oggi visibili dei resti etrusco-romani.

A Città della Pieve, l’apertura delle Cripte del Duomo (recentemente restaurate) risalenti al periodo gotico la ubicate sotto l’altare maggiore dell’attuale Chiesa Cattedrale di forme romanico-ogivali, sorta nel secolo XI-XII sulle rovine della primitiva costruzione, su resti di edifici civili risalenti all’epoca etrusco-romana.

Ad Orvieto, l’itinerario Sulle orme dei Templari con visite alla Chiesa di Santa Maria del Piano o San Marco, ormai abbandonata, da datarsi alla metà del XII secolo, a navata unica rettangolare con cripta sotto al presbiterio, simile a molte chiese templari francesi; Donjon, torrione rettangolare, con più sale sovrapposte, oggi in abbandono, posto sul limite orientale del pianoro di Bardano. E’ assimilabile, sia agli avamposti fortificati (donjons) presenti in Siria, Portogallo e Sicilia, sia ai conventi-fortezze posti lungo i confini del Nord Africa.

A Ferentillo, i Borghi di Monterivoso e Gabbio, tra i più belli della Valnerina. Il primo, sede di un’antica dogana tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, è dominato dalla rocca con la sua torre e la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio Abate, che conserva al suo interno un organo, realizzato nel 1741 da Felice Fedeli, recentemente restaurato. Il secondo, presenta, invece,  i resti delle mura fortificate che testimoniano l’importanza di questa roccaforte, un tempo strategica per il controllo non solo della strada per Spoleto, ma anche della Valle del Nera. Completamente abbandonato per decenni, da diversi anni è oggetto di un costante e appassionato recupero.

Tutte le iniziative e le visite guidate della Giornata FAI d’Autunno,saranno organizzate per gruppi ad intervalli regolari. La partecipazione ai vari eventi, è a contributo libero. Nel corso della giornata, verrà data anche la possibilità di iscriversi al FAI – Fondo Ambiente Italiano alla quota speciale di 29€.

 

 

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