PERUGIA – Mantenere nel breve periodo i risultati ottenuti nel 2017 e poi crescere nel medio lungo periodo anche con nuove rotte; continuare ad alzare la qualità dei servizi tra cui pure la sicurezza; puntare sulla forte vocazione turistica della regione e sul lavoro di marketing territoriale in sinergia pubblico-privato: sono i primi obiettivi del nuovo direttore e accountable manager della Sase, la società di gestione dell’ Aeroporto internazionale dell’ Umbria San Francesco d’ Assisi, Umberto Solimeno, che sì è presentato stamani nel corso di una conferenza stampa.

Nomina Il consiglio di amministrazione della Sase ha provveduto alla nomina del nuovo direttore nei giorni scorsi, come ha ricordato il presidente Ernesto Cesaretti. “In 20 persone hanno partecipato al concorso indetto da noi – ha detto Cesaretti – a dimostrazione dell’ interesse che ha il nostro aeroporto. La scelta è ricaduta su Solimeno, con un curriculum di tutto rispetto e una vasta esperienza in campo aeroportuale”.

Numeri Difficile per il nuovo direttore parlare dei numeri per il futuro, in temine di incremento passeggeri, ma “si parte con un bel vantaggio competitivo” ha evidenziato per poi affermare: “Sono stati oltre 250 mila i passeggeri nel 2017 con un +13% circa rispetto al 2016, a dimostrazione che l’ aeroporto è cresciuto più del doppio della media nazionale, un dato che è circa del 6%, e di quella mondiale, di circa il 7%”.

Strategia Si punta a crescere quindi “e lo faremo – ha sottolineato – avendo pazienza, intessendo relazioni con tour operator e compagnie aeree e con la guida del consiglio di amministrazione della Sase e le collaborazioni con le realtà del territorio faremo bene”. I Paesi sui quali puntare per lui sono quelli del Nord Europa “con i quali ci sono relazioni stabili e potrebbero essere ancora Germania, Inghilterra e non solo” ha affermato. “C’ è poi il capitolo dei voli charter, guardando ad esempio alla Russia – ha concluso – e per questo bisogna studiare bene il mercato, un impegno che prendo”. Per il nuovo direttore ci sono anche “margini di crescita” pure per il turismo religioso, sfruttando la città di Assisi, “sfruttando un mercato che tanto di nicchia non è”.